Atradius: con Brexit “al buio” aumenta il rischio di insolvenze

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di Luca Spoldi 6 Febbraio 2019 | 17:43

Insolvenze in aumento con Brexit al buio

Il rischio di credito commerciale è destinato ad aumentare nel caso di una Brexit senza accordo tra Gran Bretagna e Unione europea il prossimo 29 marzo. Lo segnala Atradius, tra i maggiori gruppi attivi nell’assicurazione del credito commerciale, fideiussioni e recupero crediti a livello mondiale, precisando che per il Regno Unito le stime parlano già di un +14% delle insolvenze nel biennio 2019-2020, mentre appaiono più contenuti gli impatti negativi per l’Italia, che registrerebbe un incremento solo dello 0,5%, lo steso di Francia e Austria.

Italia meno esposta di altri paesi Ue

Nel resto dell’Unione Europea, si attendono impatti in Irlanda, in cui l’incremento dei casi di mancato pagamento sarebbe attorno al +4%, in particolare nel settore manifatturiero, dove il 44% del valore aggiunto complessivo proviene dalle esportazioni nel Regno Unito. Calerebbe invece ad un +1,5% l’impatto atteso nel prossimo biennio nei Paesi Bassi, Belgio e Danimarca, in particolare nei comparti tessile, chimico, e di produzione di macchinari per la movimentazione merci. Un +1% di insolvenze sarebbe infine prevedibile per Spagna, Portogallo e Germania.

Attenzione ai settori più integrati

Dal punto di vista degli scambi commerciali, una Brexit “al buio” avrebbe impatti maggiormente negativi sui settori che hanno catene di approvvigionamento particolarmente integrate tra il Regno Unito ed il resto dell’Unione europea, come il settore manifatturiero, molto reattivo ad un incremento delle barriere commerciali, oppure quelli dell’automotive, degli alimentari e bevande, dei prodotti chimici e dei servizi.

I comparti da proteggere secondo Atradius

“La dinamica positiva dei flussi commerciali tra Italia e Regno Unito suggerisce alle nostre aziende di proteggere il proprio business soprattutto in quei settori trainanti dell’export quali macchinari, autoveicoli, agroalimentare e chimico, che sono anche quelli più esposti alle possibili ricadute negative di un’uscita a seguito di mancato accordo” commenta Massimo Mancini country manager di Atradius per l’Italia.

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