Made in Italy: una proposta di legge per difendere marchi storici

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di Luca Spoldi 14 Marzo 2019 | 17:37

Lega in difesa dei marchi italiani

Una legge in difesa del “Made in Italy” per evitare che marchi come Pernigotti o Borsalino vengano acquistati da gruppi che poi chiudono gli impianti italiani per trasferire la produzione in paesi con un più basso costo del lavoro. E’ la proposta della Lega presentata dal vicepremier Matteo Salvini che in una conferenza stampa alla Camera ha sottolineato: “Se poi vuoi aprire con il nome della Pernigotti o della Borsalino aziende in Russia o Cina, devi comunque mantenere la produzione in Italia per conservare il marchio storico”.

Marchio storico se ha più di 50 anni

La proposta di legge depositata si compone di sei articoli: anzitutto si definisce il concetto di “marchio storico”, ossia quello di “imprese produttive nazionali di eccellenza, collegate a uno specifico luogo di produzione” e “la cui domanda di registrazione sia stata depositata da più di cinquant’anni”. Si affida poi al ministero dello Sviluppo Economico la tenuta di un elenco di marchi che “riunisca le imprese nazionali che, a partire dal loro insediamento, si siano sviluppate in uno specifico sito di produzione italiano raggiungendo l’eccellenza nel proprio settore”.

Stop all’utilizzo se cessa produzione in Italia

Si propone poi uno stop dell’uso dei marchi che valga per quei compratori che, rilevata un’azienda, decidessero di cessare la produzione nel suo stabilimento principale. “I diritti sui marchi iscritti nell’elenco dei marchi storici nazionali di alto valore territoriale, di cui all’articolo 3, decadono se il titolare del marchio cessa la produzione nel territorio del comune in cui lo stabilimento produttivo principale era situato alla data di registrazione del marchio”, precisa infatti l’articolo 5. La proposta di legge prevede peraltro che sia sempre possibile aprire nuovi stabilimenti, purché venga salvaguardata la produzione nello stabilimento principale (in Italia).

Salvini: i consumatori devono sapere cosa comprano

Riuscirà la proposta di legge, se verrà approvata, a evitare uno “shopping selvaggio” e sottocosto di imprese e marchi storici del “Made in Italy” da parte di grandi gruppi esteri, ricchi di capitali ma poveri di storia? “A noi – ha concluso Salvini – interessa che il consumatore sappia cosa compra, cosa che oggi non è permessa, nel nome del libero mercato, che è caos totale”. Dichiarazioni molto “pop” destinate a far discutere, c’è da scommetterlo.

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