Ubs WM Italy: crescita legata a investimenti, serve fiducia

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di Luca Spoldi 20 Marzo 2019 | 12:15

Aziende procastinano investimenti

In psicologia si definisce procrastinazione il ritardare volontariamente un’azione nonostante prevedibili conseguenze negative. Ansia e procrastinazione vanno spesso a braccetto: quando si è spaventati si tende a rimandare ciò che si vorrebbe fare; ci si trova quindi immobilizzati e meno capaci di reagire. L’ansia dovuta all’aumento dello spread e allo scontro tra il governo M5S-Lega e la Commissione europea è stato un fattore determinante per la frenata degli investimenti da parte delle aziende italiane alla fine dello scorso anno, che ha peggiorato le condizioni economiche contribuendo a far scivolare l’Italia in una recessione tecnica.

Recupero iniziato nel 2014 si è arenato

Lo segnala nell’ultimo Ubs Cio Weekly Matteo Ramenghi, Chief investment officer di Ubs WM Italy. Sebbene il rallentamento economico sia in parte dovuto a fattori esterni, nota Ramenghi, molte aziende riferiscono di aver deciso di rimandare investimenti in nuova capacità produttiva in attesa di schiarite sul fronte politico, mentre anche sulle infrastrutture ci si muove con passo incerto. “Il risultato è che il recupero degli investimenti fissi lordi cominciato nel 2014 si è arenato, lasciando l’Italia tra i pochissimi paesi a non aver ancora raggiunto i livelli pre-2008”.

Stop a investimenti pesa su Pil attuale e futuro

Al riguardo l’esperto di Ubs WM Italy nota come si debba considerare che gli investimenti non costituiscono solo un motore di crescita per il futuro: “la loro realizzazione rappresenta oltre un sesto del Pil attuale. La mancanza di fiducia delle imprese sulla situazione politica o un quadro non chiaro sullo sviluppo infrastrutturale possono, quindi, rallentare l’economia”. A questo punto occorre sperare in un rimbalzo nella seconda parte di quest’anno secondo Ramenghi.

Possibile ripresa nella seconda parte dell’anno

“La ripresa della domanda estera, il calo del prezzo del petrolio e una stabilizzazione degli investimenti dovrebbero dare supporto al Pil. Per il 2020 stimiamo una crescita dello 0,9%, rispetto allo 0,4% atteso per quest’anno. Molto dipenderà, comunque, dalla fiducia delle imprese. Riconquistarla è un requisito indispensabile per una ripresa sostenibile”. La politica, a favore o contro il “sistema”, è avvisata: speriamo ne tenga conto.

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