Ugo Mursia Editore in crisi, tra i creditori anche Mps

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di Luca Spoldi 30 Maggio 2019 | 13:08

Ugo Mursia in crisi

Se avete più di 30 anni è molto probaile che in casa abbiate uno o più libri di Ugo Mursia Editore (Ume Srl), storico nome dell’editoria italiana specializzato in romanzi e saggistica. Fondata nel 1955 da Ugo Mursia, la società è dal 1990 guidata da Fiorenza Mursia, figlia dello scomparso (nel 1982) Ugo. Dopo aver dato alle stampe successi come “Centomila gavette di ghiaccio” (rifiutato da 17 editori prima che Mursia lo pubblicasse, ha poi venduto oltre 3 milioni di copie), il gruppo ha subito la crisi editoriale italiana.

Tribunale nomina commissario

Ceduto nel 1998 il settore libri scolastici al gruppo Arnaldo Mondadori, il gruppo ha fatto ricorso alla Cassa integrazione speciale nel 2014 mentre gli azionisti hanno immesso a vario titolo tra il 2015 e il 2017 risorse per 3 milioni di euro, come riferisce Andrea Giacobino. La scorsa settimana, come segnala anche il sito Portalecreditori, il giudice delegato del Tribunale di Milano, Rosa Grippo, ha infine accolto la richiesta di concordato con riserva e nominato il commercialista Alberto Zappa commissario della società.

Anche Mps tra i creditori

Nel 2017 Ume Srl ha chiuso l’esercizio con 1,5 milioni di euro di ricavi e altrettanti di perdite pregresse e quasi 4 milioni di indebitamento a fronte di un patrimonio netto di poco superiore al mezzo milione di euro. Tra i suoi creditori Giacobino segnala come Mps (istituto che aveva erogato un mutuo a Ume Srl e che oggi cede circa mezzo punto in borsa a Milano) e Giuseppe Benvenuto (ex direttore editoriale della società) abbiano poi ottenuto atti di precetto, senza tuttavia che la società potesse essere certa di ripagare integralmente tutti i creditori anche in caso di monetizzazione totale dell’attivo.

Concordato e nuovo piano industriale

Da qui l’esigenza di trovare accordo di ristrutturazione del debito che andrebbe di pari passo con un nuovo piano industriale incentrato sulla progressiva digitalizzazione del patrimonio editoriale (oltre 4 mila titoli) per poter avviare la vendite di e-book, sullo sviluppo dell’e-commerce e sul ricorso ad una stampa “print on demand”. Temi su cui Mursia era evidentemente rimasta indietro nonostante il sempre più evidente spiazzamento delle vendite di libri cartacei da parte dell’editoria digitale.

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