FT: per evitare la recessione all’Italia serve aiuto dalla Ue

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di Luca Spoldi 27 Febbraio 2020 | 12:28

FT: Italia di nuovo a rischio recessione

Non esiste un buon momento per lo scoppio di un virus mortale che raggiunte il tuo paese. Lo ricordava ieri un’editoriale del Financial Times, sottolineando come nel caso dell’Italia l’epidemia di coronavirus sia arrivata “in un momento particolarmente difficile” in cui la terza maggiore economia dell’Eurozona si stava già contraendo. I tentativi di proteggere la salute pubblica mettendo in quarantena le imprese malate e chiuse ora “rischiano di spingere il paese nella sua quarta recessione dopo la crisi del 2008” nota il Financial Times.

Coronavirus può minare le esportazioni

C’è una via d’uscita da una situazione che colpisce le regioni settentrionali ad elevata produttività integrate nelle catene di approvvigionamento europee e che rischia di riverberarsi pesantemente sulle esportazioni, “unica fonte di crescita in Italia dal 2008” a oggi come ricorda il quotidiano finanziario britannico? Non solo l’ingegneria, ma anche cibo e moda di lusso soffrono già del calo della domanda cinese e anche il turismo sarà colpito. Ma se i tentativi di contenere il virus possono essere il problema immediato, “la debolezza economica dell’Italia è di vecchia data” vista la crescita media annua pro capite dall’inizio del millennio praticamente pari a zero.

Problemi sono precedenti e più profondi

Molti in Italia danno la colpa della stagnazione all’euro e alla mancanza di una propria banca centrale nazionale, mostrando nostalgia per le vecchie ricette fatte di svalutazioni “competitive”. Ma il Financial Times ricorda: i problemi sono precedenti e più profondi. “Il settore privato ha investito poco nell’informatica e rimane dominato da piccole e medie imprese familiari. L’istruzione è in ritardo rispetto a molti coetanei europei” con solo il 28% degli italiani dai 25 ai 34 anni che ha un titolo universitario, rispetto al 41% in Francia e al 32% in Germania. “Il sistema giuridico e la burocrazia rimangono sclerotici” e “l’elevato debito pubblico rende difficile per l’Italia affrontare questi problemi utilizzando la spesa pubblica per compensare il dolore delle riforme del mercato del lavoro”.

Bruxelles allenti politica fiscale

La politica fiscale, conclude il quotidiano, può fare ben poco per prevenire il tipo di shock alla capacità produttiva causato dall’arresto del virus. “La spesa pubblica, tuttavia, può fornire una fonte alternativa di domanda per le imprese e l’occupazione per coloro che hanno bisogno di sostegno. Bruxelles deve estendere la flessibilità delle regole di bilancio che Roma ha chiesto per consentirgli di far fronte. L’ultima analisi della Commissione Ue chiedeva all’Italia “politiche fiscali prudenti” e investimenti mirati per aumentare la produttività, ma porre troppa enfasi sul primo punto sarebbe un errore secondo FT.

Quarantene sono il male minore

Basterà una politica fiscale più “flessibile” che chiuda un occhio all’eventuale aumento del deficit per evitare guai peggiori? Per ora non è chiaro, ma il rischio maggiore, conclude il quotidiano, sarebbe stato quello di non contenere neppure il virus. Questo avrebbe colpito due volte l’Italia, “perché le chiusure riducono la spesa domestica e turistica mentre le quarantene altrove, come in Germania, riducono le esportazioni”.

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