Nuova sfida per Ermotti: dopo Ubs tocca a Swiss Re

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di Luca Spoldi 3 Marzo 2020 | 10:33

Per Ermotti dopo Ubs c’è Swiss Re

Per Sergio Ermotti le panchine dei giardinetti sono ancora lontane. Il banchiere svizzero (è nativo di Lugano), che a soli 15 anni dopo aver lasciato la scuola iniziò la sua lunga e proficua carriera come apprendista presso la Corner Banca di Lugano, per poi passare in Citigroup, Merrill Lynch, Unicredit e Ubs, sarà infatti inserito come consigliere indipendente nella lista dei candidati al Cda di Swiss Re che sarà votata dall’assemblea dei soci il prossimo 17 aprile per un mandato di un anno.

L’anno prossimo sarà nominato presidente

Ma neppure il 2021 non segnerà il pensionamento dell’ex vice amministratore delegato di Unicredit, dal 2011 nominato amministratore delegato e presidente di Ubs (cariche che lascerà dal primo novembre prossimo, venendo sostituito da Ralph Hamers, attualmente a capo del gruppo olandese ING). Libero dagli impegni con Ubs, Ermotti, considerato un valido ristrutturatore, sarà infatti nominato successore di Walter Kielholz quale presidente del Cda di Swiss Re.

In tre anni 38 milioni di euro di compensi

Non è ancora stata indicata quale sarà la retribuzione che il banchiere riceverà per il suo nuovo ruolo, in compenso si sa che lo scorso anno Ermotti ha visto la sua retribuzione calare dell’11% a 12,5 milioni di franchi svizzeri (circa 11,75 milioni di euro). L’anno precedente Ermotti aveva invece visto salire del 6% la sua retribuzione a 14,2 milioni di franchi (13,35 milioni di euro) rispetto ai 13,7 milioni (12,9 milioni di euro) del 2017.

Swiss Re, una nuova sfida per Ermotti

In totale negli scorsi tre anni il banchiere ha dunque guadagnato 38 milioni di euro complessivi: di certo la decisione di Ermotti di continuare a lavorare non è dunque dovuta a problemi legati alla mancanza di contributi previdenziali, quanto agli stimoli che è in grado di fornire quella che lui stesso ha definito essere un’istituzione finanziaria “incentrata sulla conoscenza e sull’esperienza del rischio”. Una sfida, insomma, che Ermotti vuole dimostrare di essere in grado di vincere come già le precedenti.

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