Italia: tutto chiuso fino al 25 marzo, salvo l’indispensabile

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di Luca Spoldi 11 Marzo 2020 | 22:37

Covid-19 è pandemia e l’Italia chiude

Le proposte avanzate dalla regione Lombardia di una chisura ancora più stringente per rallentare l’avanzata del coronavirus Covid-19 che continua a vedere numeri in crescita di quasi il 20% al giorno (l’ultimo bollettino parla di 12.462 contagiati di cui 827 deceduti e 724 guariti) sono state accolte dal premier Giuseppe Conte, sentite tutte le parti politiche, poche ore dopo la dichiarazione da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) di pandemia in relazione al coronavirus Covid-19.

Terzo decreto, stop a negozi e botteghe artigiane

Così in conferenza stampa il presidente del Consiglio dei ministri annuncia il terzo decreto in cinque giorni che prevede la chiusura dal 12 al 25 marzo di tutti gli esercizi commerciali (tranne quelli alimentari, le farmacie, le parafarmacie e le edicole), come pure la chiusura delle botteghe artigiane (come ad esempio i barbieri) e pure dei reparti aziendali non indispensabili alla produzione oltre che le mense che non possono garantire la distanza di sicurezza di un metro.

Incentivare ferie e congedi retribuiti

I servizi professionali e i reparti aziendali non produttivi devono fare il più possibile ricorso alla modalità del lavoro agile e incentivare l’utilizzo di ferie e congedi retribuiti per dipendenti. Industrie e fabbriche potranno continuare a svolgere attività produttive purchè assumano protocolli di sicurezza adeguati a proteggere i propri dipendenti dal rischio di contagio.

Servizi essenziali e attività agricole vanno avanti

Oltre ad alimentari, farmacie, parafarmacie ed edicole restano garantiti, ha precisato Conte, i servizi pubblici essenziali tra cui i trasporti, così come l’apertura, osservando le norme di sicurezza di uffici pubblici, posta, banche e servizi finanziari. Saranno garantite le attività del settore agricolo, zootecnico e di trasformazione agroalimentare (comprese le filiere che offrono beni e servizi accessori a tali attività). Bar e ristoranti di ogni genere possono erogare solo servizi di consegna a distanza.

Si esce solo per motivi di salute o per la spesa

Dobbiamo limitare gli spostamenti a motivi di salute o di necessità (come fare la spesa). Occorre, conclude Conte, essere consapevoli che ocorreranno un paio di settimane per avere un riscontro effettivo sull’efficacia delle misure annunciate. “Se i numeri dovessero continuare a crescere, cosa niente affatto improbabile, non significa che dovremo affrettarci a varare nuove misure”. Non dobbiamo fare “una corsa cieca verso il baratro, dobbiamo essere lucidi, misurati, rirogosi, responsabili”.

Domenico Arcuri commissario delegato

Conte ha annunciato infine la nomina a breve di un commissario delegato per potenziare la risposta delle strutture ospedaliere a questa emergenza sanitaria, con ampi poteri di deroga, per potenziare la produzione di attrezzatura per terapia intensiva e subintensiva. Si tratterà di Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia che, precisa Conte, si coordinerà con Angelo Borrelli, responsabile della Protezione Civile. “Siamo parte di una comunità, ogni individuo si sta giovando dei propri ma anche degli altrui sacrifici”. Questa “è la forza del nostro paese, rimaniamo distanti oggi per abbracciarci con più calore, per correre più veloci domani”.

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