Covid-19, quanti muoiono in assenza di terapie intensive?

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di Luca Spoldi 23 Marzo 2020 | 11:29

Covid-19, quali sono i veri numeri?

Quali sono i veri numeri dell’epidemia di Covid-19 in Italia? Nessuno lo sa con precisione, perché non è noto né il numero di asintomatici, che per alcuni potrebbero essere tra 50 e 100 mila unità e andrebbe conteggiato nel totale dei contagiati, a ieri salito a 59.138 (di cui attualmente positivi 46.638), né quello dei morti in casa o strutture private (ad esempio case di riposo per anziani), sui quali non siano stati in precedenza effettuati tamponi (non effettuati post mortem) e che quindi non vengono sommati al totale dei decessi, a ieri pari a 5.476.

Quanti muoiono fuori dalle terapie intensive?

Un altro punto che resta senza risposta è: quanti dei decessi che si registrano giornalmente avvengono in sale di terapia intensiva e quanti al di fuori delle stesse, perché ormai tutte o quasi occupate. A ieri infatti, secondo elaborazioni di Gimbe su dati della Protezione Civile, erano occupate solo per casi di Covid-19 ben 3.009 terapie intensive delle poco più di 5.100 disponibili ad oggi su tutto il territorio nazionale.

Decine di persone rischiano ogni giorno

Dato che il Covid-19 tende a svilupparsi nell’arco di 14 giorni, si può ipotizzare che un paziente resti in terapia intensiva prima dell’esito positivo (dimissione) o infausto (decesso) mediamente tra gli 8 e i 14 giorni. Ciò implicherebbe un ritmo di uscita dalle terapie intensive tra i 215 e i 375 soggetti al giorno per qualsiasi causa. Dato che il numero di “nuovi morti” su base giornaliera dopo il 17 marzo ha superato per ora stabilmente la soglia dei 400 casi, ciò implica la quasi certezza che alcune decine di decessi giornalieri si sono verificati in questi ultimi giorni in assenza di disponibilità di terapie intensive.

In Italia nel 2019 quasi 1.800 morti al giorno

Il dato è impressionante, anche perché se l’epidemia dovesse accelerare al Sud rischia di salire ulteriormente, da qui l’invito pressante a non uscire di casa se non indispensabile e ridurre al minimo ogni socialità. Attenzione però a non creare panico: in Italia risiedevano al primo gennaio scorso circa 60,32 milioni di persone, con una vita media di 82,54 anni. Lo scorso anno i decessi totali sono stati pari ad oltre 647 mila, ossia circa 1.772 al giorno, ma il numero è destinato a crescere nei prossimi anni per il progressivo invecchiamento della popolazione.

Si può e si deve cambiare la spesa sanitaria

Se come ci si augura il picco di espansione dell’epidemia e di morti su base giornaliera si avrà nei prossimi giorni a livelli vicini agli attuali, morire di (o con) Covid-19 rappresenterà circa un terzo di tutte le cause di morte di questi giorni, mentre morire in attesa di entrare in terapia intensiva arriverà a poco più del 10% del totale. Numeri drammatici che la politica può e deve riuscire a gestire per ridurli entro il prossimo autunno/inverno (quando il Covid-19 potrebbe ripresentarsi), tramite il rilancio e l’ottimizzazione della spesa sanitaria pubblica e privata.

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