Post coronavirus il petrolio vedrà calare la sua rilevanza

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di Luca Spoldi 15 Aprile 2020 | 11:49

Energia: resta intatta spinta verso zero emissioni nette

In piena pandemia globale di coronavirus, i governi dei vari paesi stanno cercando di approfittare della situazione per riprogettare la salute pubblica, prevenire le problematiche in ambito economico e sociale e assicurare il rispetto dei diritti umani. “La pandemia è innanzitutto una tragedia umanitaria, ma quella attuale sta avendo anche forti ripercussioni sull’economia globale ed è accompagnata dal crollo del prezzo del petrolio e dalle turbolenze di mercato in tutte le asset class” nota Christopher Kaminker, Head of Sustainable Investment Research & Strategy di Lombard Odier. Storicamente i bassi prezzi del petrolio hanno un effetto negativo sulla velocità e sulla portata della transizione verso un’economia “a zero emissioni nette”. La attuali dinamiche di mercato, però, sono molto più complesse secondo il gestore.

Crollo dei prezzi e Covid-19 favoriscono transizione

Se da un lato è probabile che alcune industrie continuino a soffrire pesantemente l’impatto combinato del crollo del prezzo del petrolio e del Covid-19, nel complesso l’esperto di Lombard Odier si aspetta che questi due fattori possano avere un impatto positivo sulle strategie per la transizione climatica. “I cambiamenti nello scenario politico, nei modelli di acquisto dei consumatori e nei prezzi delle energie rinnovabili e dei trasporti puliti suggeriscono che l’attuale prezzo del petrolio in realtà rappresenta una finestra attraverso la quale si può guardare al futuro, piuttosto che un ostacolo alla transizione climatica” e questo per almeno cinque motivi chiave. Anzitutto la politica ha raggiunto una spinta chiave per portare avanti la transizione, nonostante il drammatico cambiamento del prezzo del petrolio.

Anche i modelli di consumo stanno cambiando

Si prenda ad esempio la mobilità: un numero crescente di città sta vietando l’uso di veicoli con motori a combustione interna, mentre le normative che limitano le emissioni di carbonio a livello di flotta fanno sì che le case automobilistiche incentivino i consumatori ad acquistare veicoli elettrici per evitare multe salate. Inoltre il miglioramento dei costi e dell’efficienza delle energie rinnovabili e delle batterie rende meno competitivi i settori energetici tradizionali. Innovazione e economie di scala permettono infatti di ridurre i costi di energie rinnovabili e batterie, aumentandone al contempo l’efficienza. Terzo, il cambiamento dei modelli di consumo supporta la transizione verso le emissioni nette a zero. La consapevolezza dei consumatori sulle problematiche della sostenibilità e la domanda di beni e servizi più sostenibili stanno infatti trainando un ampio cambiamento dei modelli comportamentali verso abitudini di acquisto più sostenibili.

Domanda di petrolio, il calo è irreversibile?

Il Covid-19 attenuerà probabilmente l’eventuale aumento della domanda di prodotti ad alta intensità di carbonio, risultato della diminuzione dei prezzi dei carburanti. L’Agenzia Internazionale per l’Energia prevede ad esempio che la domanda di petrolio diminuirà nel 2020 per la prima volta in dieci anni a causa del rallentamento economico in Cina e del blocco dei viaggi e del settore del turismo a livello globale. Infine, i fornitori di petrolio si rendono conto che il picco della domanda di petrolio è ormai alle spalle e questo probabilmente prolungherà la guerra dei prezzi sul lungo termine (al di là dei tentativi di trovare un’intesa a breve, ndr). Anche perché gran parte del petrolio più costoso prodotto a livello globale nel settore energetico tradizionale ha una forte problematica in termini di cambiamento climatico e cresce il rischio che i produttori subiscano enormi svalutazioni a causa degli “stranded asset”.

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