Banksy al lavoro in casa, il coronavirus peserà sulle quotazioni?

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di Luca Spoldi 16 Aprile 2020 | 12:03

Anche Banksy fa “smart working”

Si fa presto a dire “smart working” o “lavoro agile”. Ma quando a lavorare da casa a causa dell’emergenza coronavirus è un artista famoso come Banksy che succede? Costretto come mezzo mondo a rimanere in quarantena, l’artista e writer inglese, considerato uno dei maggiori esponenti della street art (ma la cui identità resta al momento segreta, anche se alcuni hanno ipotizzato possa essere Robin Gunningham, anche se non manca chi sostiene che sia il musicista dei Massive Attack, Robert Del Naja) ha messo mano pennelli decorando il bagno di casa.

I ratti irrompono in bagno

Un’istantanea sul profilo Instagram di Banksy mostra infatti i suoi celebri ratti disegnati su pareti, maniglie, tavolette della toilette e cordicelle, intenti a creare un gran disordine correndo su rotoli di carta igienica o facendo schizzare il dentifricio fuori dal tubetto. Un’opera che la signora Banksy non sembrerebbe aver apprezzato troppo secondo quanto ha commentato lo stesso artista.

Uno street artist milionario

Ma quanto costerebbe avere in casa un’opera originale dello street artist? Le opere più costose di Banksy sono state aggiudicate all’asta in questi anni raggiungendo anche cifre superiori al milione, come gli 1,87 milioni di dollari per “Keep it spotless” (pittura spray su tela del 2007), gli 1,364 milioni per “Girl with baloon” (pittura spray su tela del 2006), gli 1,155 milioni per “Submerged phone bo0th” (istallazione in metallo, vetro e acrilico, del 2006) e gli 1,265 milioni per “Simple intelligence testing” (olio su tela del 2004). Difficile tuttavia dire quanto il coronavirus potrà impattare sulle quotazioni nei mesi e negli anni a venire.

Temporary shop anche in rete

Banksy stesso nell’ottobre 2019 aveva aperto un temporary shop online (Grossdomesticproduct.com) mettendo in vendita, su ordinazione (ormai chiuse), una ventina di opere esposte anche nell’omonimo temporary shop allestito all’epoca a Croydon (a sud di Londra). I prezzi? In questo caso si andava dalle 10 sterline per le lattine di vernice spray o le tazze con vari disegni alle 30 sterline per una t-shirt, fino alle 850 sterline per un giubbotto antiproiettile “John Bull” che riproduceva la bandiera dell’Inghilterra.

Investire in serigrafie limitate di Baksy?

Molte opere di Banksy possono invece essere tuttora acquistate online sui siti di gallerie e case d’asta (un settore che secondo molti esperti rischia di soffrire più di altri a causa della frenata dell’economia causata dalla pandemia di coronavirus). In questo caso però i prezzi, invariabilmente, restano indicati solo “a richiesta” via mail. Il che lascia supporre che potreste dover sborsare anche più di 850 sterline (circa 975 euro) per aggiudicarvi una sua serigrafia, con o senza firma, sempre in edizione limitata. Visto l’incertezza del momento, meglio nel caso tenere a mente quanto più volte ha consigliato lo stesso Banksy: comprate un’opera d’arte se vi piace, non solo perché pensate di poter fare un buon investimento.

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