Più traffico meno ricavi da Adsense, in crisi anche i blog

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di Luca Spoldi 23 Aprile 2020 | 10:19

La crisi fa crollare redditi per influencer e blogger

La crisi scatenata dalla pandemia di Covid-19 e dai “lockdown” adottati in tutto il mondo per cercare di rallentarla continua a deprimere grandi e piccole attività. Se gli influencer sono costretti a reinventarsi, perché ostentare lusso e ricchezza più o meno autentiche su Instagram o altri social network in questo periodo scatena gli hater e non porta ad alcuna sponsorizzazione, le cose non vanno meglio a molti blogger che contavano sui ricavi pubblicitari per sostenere la propria attività.

Adsense, ricavi in netto calo

Uno dei circuiti di advertising online più diffusi, Adsense (che fa capo al gruppo Alphabet, proprietario anche di Google), è da giorni oggetto di discussione su molti forum su internet, perché pare che nonostante l’incremento netto del traffico i ricavi da advertising siano in altrettanto deciso calo. Secondo l’ex fondatore e Ceo di Cubic (ceduta a Adknowledge nel 2007), Dwayne Lafleur, ora a capo di Ezoic (da lui fondata nel 2010), le tariffe pubblicitarie sono in media crollate del 40% su base annua in aprile, tornando sui livelli del 2016.

Iab vede stabilizzazione entro l’estate

Con la graduale ripartenza delle economie dei paesi dove il Covid-19 ha già raggiunto il picco pandemico è probabile che i ricavi pubblicitari possano rallentare la caduta (tra maggio e giugno lo Interactive Advertising Bureau, Iab, prevede un ulteriore calo tra il 25% e il 30% rispetto allo scorso anno). Caduta che peraltro è inferiore a quella che stanno registrando i canali di raccolta pubbliciltaria tradizionale come la televisione (si stima un -51% in aprile e un -41% tra maggio e giugno) o la stampa (-43% e -34% rispettivamente).

Per i “piccoli” è ancora più dura

Morale della favola: per i blogger nonostante il deciso incremento di traffico il periodo attuale comporta quasi sempre un sensibile calo dei ricavi o nei casi migliori una sostanziale stabilità degli incassi. Con la tendenza a registrare cali superiori per blog e siti di minori dimensioni il cui traffico, sia pure in crescita, non riesca a compensare il crollo dei tassi di ricavi per migliaia (RPM). Del resto con la maggior parte delle piccole attività che si rivolgevano ad Adsense o Instagram/Facebook per promuoversi ancora chiuse, sono proprio le spese di marketing (tradizionale ma anche digitale) ad essere state tagliate per prime. Con la fase 2 cambierà qualcosa? Nelle prossime settimane la risposta.

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