Mascherine chirurgiche a 50 centesimi, il prezzo è giusto?

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di Luca Spoldi 29 Aprile 2020 | 12:56

Mascherine a 50 centesimi da lunedì

50 centesimi per una mascherina chirurgica è un prezzo corretto? Sì, secondo il commissario straordinario all’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri, che ha imposto tale “tetto” al prezzo di vendita del prodotto, annunciando che da lunedì prossimo saranno disponibili 12 milioni di mascherine al giorno a 50 centesimi l’una.

Crai: ritiriamo le nostre mascherine dalla vendita

Non è dello stesso avviso il circuito distributivo Crai, che con una nota ha annunciato il ritiro dalla vendita di tutti i negozi del gruppo della mascherine chirurgiche, perché “nonostante tutto l’impegno e la disponibilità dimostrati dai negozi del gruppo, particolarmente in questo periodo, verso tutti i consumatori che li frequentano, siamo nell’impossibilità di vendere le mascherine ad un prezzo inferiore al loro costo di acquisto”.

Chi stabilisce il prezzo di un prodotto?

La nota di Crai si conclude con la speranza che “il governo voglia risolvere al più presto tale situazione, in modo da consentirci di riprendere la vendita delle mascherine in questione”. Ma Domenico Arcuri pare intenzionato a tirar dritto e spiega: il prezzo di un prodotto lo farebbe il mercato “se il mercato ci fosse e avesse una struttura dell’offerta consolidata e ampia come quella della domanda”.

Da 8 centesimi a 5 euro, rincaro ingiustificato

Ma così non è secondo Arcuri, anche amministratore delegato di Invitalia (ed in passato pure di Deloitte Consulting), tanto è vero che “prima dell’emergenza una mascherina costava 8 centesimi, dopo alcuni giorni si trovavano in vendita a 5 euro: è uno spazio di profitto che andava assolutamente limitato” ha sottolineato il commissario in un’audizione alle commissioni Finanza e Attività produttive. Anche se poi ha aperto uno spiraglio ad eventuali “forme di ristoro” per quelle aziende che “hanno comprato a un prezzo più alto” (come apparentemente capitato a Crai, ndr).

Cinque aziende le forniranno a 38 centesimi l’una

Ma come è stato determinato il prezzo di 50 centesimi? Arcuri lo ha spiegato: le 5 aziende che hanno iniziato a fornirle alla Protezione Civile e che “arriveranno a darcene 660 milioni”, le forniscono al prezzo di 0,38 euro l’una, ben al di sotto della soglia dei 50 centesimi (anche incorporando l’Iva al 22% si arriverebbe a meno di 47 centesimi, ndr). Il prezzo massimo di vendita non è inoltre necessariamente il prezzo massimo d’acquisto, sicché a parere del commissario l’obiettivo di calmierare il prezzo non contrasterà quello “di attrezzare una filiera italiana e sostituire con essa prodotti” che al momento vengono importati, in larga parte (ma questo Arcuri ha evitato di dirlo), dalla Cina.

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