Coronavirus accelera anche nel B2B evoluzione digitale italiana

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di Luca Spoldi 13 Maggio 2020 | 16:01

E-commerce, non esiste solo Amazon

L’emergenza Covid-19 ha fatto scoprire a milioni di italiani lo shopping online, ma nel mondo dell’e-commerce non esistono solo Amazon e il commercio B2C (dall’azienda ai consumatori): Alibaba, leader mondiale nel canale B2B (da azienda ad azienda) cui fanno capo anche Taobao, Tmall, Aliexpress, 1688.com e Ant Financial, ha registrato nel quarto trimestre 2019 (il terzo trimestre fiscale per il gruppo) 11,2 miliardi di dollari di free cash flow e 7,3 miliardi di Ebitda a fronte di 711 milioni di consumatori attivi su base annua e 824 milioni di utenti mensili mesi.

Sesamo punta sullo shopping online B2B

In Italia il modello di business del colosso fondato da Jack Ma è di fatto inesistente: le piattaforme che collegano fornitori e partite Iva si contano sulle dita di una mano, complici tempistiche di spedizione e prezzi finora poco o nulla competitivi per cui alla fine si spende meno e si compera più velocemente tramite magazzino “su strada” che non usando un marketplace online. Provano a smuovere lo scenario tre giovani manager quarantenni che a Padova hanno lanciato circa un anno fa la startup Sesamo con spazi di stoccaggio gestiti direttamente, merce di proprietà e una logistica integrata, per realizzare la digitalizzazione del canale B2B. I primi mesi sono stati impiegati per la scelta dei magazzini per lo stoccaggio (uno a Padova) e degli hub logistici e per la gestione dei processi di sdoganamento della merce.

Sesamoshop.it strizza l’occhio al Veneto

Si è poi proceduto alla digitalizzazione del catalogo di prodotti a disposizione, che spazia da casa e cucina a cancelleria, elettronica, fai da te e illuminazione. Il 4 maggio è stato lanciato il sito Sesamoshop.it, che si propone di essere uno strumento per aiutare le circa 8mila partite Iva venete che comprano in stock a ripartire. A guidare il team è Bassel Bakdounes, di padre siriano ma cresciuto in Italia, founder dell’agenzia di marketing Velvet Media. C’è poi Ken Zhao (origini cinesi ma residente nel padovano), Ceo di Obor Group, gruppo internazionale attivo nel commercio a vari livelli cui fa capo JG Europe (import-export di prodotti esteri in Italia e italiani all’estero). Terzo founder è Edwin Leusink, olandese, che si occupa di business development e internazionalizzazione in Italia, Medio Oriente e Asia.

Coronvirus ha accelerato evoluzione digitale

Il progetto ha visto la collaborazione di importanti realtà del mondo del commercio elettronico tra cui Giovanni Cappellotto, e-commerce e retail consultant, oltre che docente per Ninja Academy, considerato un “guru” dell’e-commerce italiano, che ha supervisionato il progetto. I prodotti, promettono i tre founder, saranno scelti tra quelli a maggior tasso di innovazione e qualità, i fornitori saranno aziende italiane, ma anche cinesi. Se fino a un paio di mesi fa gli imprenditori italiani erano molto restii a cambiare abitudini di approvvigionamento ormai consolidate, l’emergenza Coronavirus pare aver accelerato di almeno due anni l’evoluzione digitale nel “bel paese”. “Oggi il mercato è pronto ad abbracciare questa rivoluzione nella cultura dell’acquistare online”, concludono i tre manager.

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