Trump: aiuti a fondo perduto a linee aeree sino a settembre

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di Luca Spoldi 15 Maggio 2020 | 15:23

Il coronavirus stravolge il trasporto aereo

Il mondo del trasporto aereo uscirà dalla crisi indotta dalla pandemia di Covid-19 completamente stravolto rispetto a com’era prima, sia in Europa sia negli Stati Uniti. Se in Europa è ormai scattata la corsa agli aiuti di stato miliardari (già concessi dalla Commisssione Ue per Lufthansa e Air France), negli Usa l’intervento dell’amministrazione Trump sta suscitando non poche polemiche.

Trump salva le linee aeree Usa

L’ultima volta che il governo americano aveva pompato miliardi di dollari in un settore per far fronte a una crisi economica, ricorda ad esempio il quotidiano finanziario britannico Financial Times, “aveva effettivamente preso il controllo di due delle le più grandi case automobilistiche della nazione, ottenendo partecipazioni azionarie rilevanti in General Motors e Chrysler e forzando una dolorosa ristrutturazione che le ha rese più efficienti” (Chrysler in particolare finì con l’essere assorbita dal gruppo Fiat).

Salvataggio diverso da quello di Obama per l’auto
Il salvataggio delle compagnie aeree statunitensi voluto da Trump è invece diverso: il Tesoro Usa sta ottenendo solo una partecipazione azionaria minima in cambio di sovvenzioni e prestiti a basso interesse. Inoltre ha esplicitamente vietato ai dirigenti di avviare una ristrutturazione dolorosa come le linee aeree di altri paesi stanno facendo, mentre lottano per sopravvivere in un mondo di viaggi aerei molto limitati, aggiunge FT.

Bailout richiede ai Ceo di non licenziare
“Questo cosiddetto bailout ha richiesto ai Ceo di gestire le loro compagnie aeree in un modo che nessun Ceo operante sul libero mercato, senza gli aiuti del governo, avrebbe mai fatto” conclude FT citando “uno dei banchieri coinvolto nei negoziati tra il Tesoro e le compagnie aeree”. Al momento 93 linee aeree statunitensi si sono già assicurate 12,4 miliardi dei 25 miliardi di finanziamento messi a disposizione dal governo per il pagamento degli stipendi.

Un traino per la campagna elettorale di Trump?

Soldi che per il 70% sono erogati sotto forma di sovvenzioni a fondo perduto. In cambio oltre a stoppare i buyback, le aziende che hanno ottenuto gli aiuti di Washington si sono impegnate a non licenziare nessuno sino a fine settembre. Quanto basta, sussurra qualcuno, per garantire a Trump una forte spinta per la campagna elettorale. Dopo, di fronte a prospettive ormai svanita di una pronta ripresa “a V”, le linee aeree potrebbero tuttavia presentare il conto, ad azionisti e dipendenti.

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