Se non migliori, dalla crisi usciremo più “verdi”? Schroder pare crederci

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di Luca Spoldi 29 Maggio 2020 | 17:10

Green economy supererà crisi meglio che nel 2008

Come uscirà la “green economy” dalla peggiore crisi economica dell’ultimo secolo generata dalla pandemia di Covid-19, che ha già causato oltre 361 mila morti di cui circa 102 mila solo negli Stati Uniti? Meglio di come è uscita dalla crisi finanziaria del 2008 secondo Schroders che in una nota ha provato a elencare i motivi del proprio (cauto) ottimismo concentrandosi su tre aree: veicoli elettrici, energie rinnovabili e politiche climatiche.

Le auto elettriche non sono più solo una nicchia

Quanto alle auto elettriche, spiegano gli analisti Andrew Howard e Isabella Hervey-Bathurst, nel 2008 una Tesla Roadster costava attorno ai 100.000 dollari; sul mercato Usa esistevano solo 3 modelli di veicoli a batteria elettrica, 2 in Europa e nessuno in Cina. Oggi ci sono 53 modelli sul mercato Usa, 70 in Europa e ben 226 in Cina. Il prezzo di una batteria agli ioni di litio è crollato dell’85% negli ultimi dieci anni e, dato che le batterie sono le principali voci di costo, ciò ha portato l’offerta odierna ad avere un appeal davvero di massa. Il Model 3 di Tesla è stato il veicolo elettrico più venduto l’anno scorso (oltre 300.000 veicoli). Insomma: non si tratta più di un segmento di nicchia.

Energie rinnovabili sempre più competitive

Quanto alle energie rinnovabili, nel 2008 la domanda di energia solare era dominata da un numero ristretto di paesi europei ed era fortemente dipendente dai sussidi. Dopo la crisi globale i sussidi sono stati tagliati, portando a una battuta d’arresto per il settore, ma i prezzi del fotovoltaico solare sono crollati dell’80% dal 2008 a oggi e la domanda è diventata realmente globale. Il settore eolico era più maturo rispetto al solare nel 2008, ma anche in questo segmento si è visto un crollo nei costi, col miglioramento della tecnologia e il rafforzamento delle economie di scala. A inizio 2020, eolico e solare erano le forme più economiche di nuova produzione energetica in due terzi del mondo, in rialzo rispetto all’1% del mondo di appena 5 anni fa.

Cambiamento climatico è ormai parte del dibattito politico

Il cambiamento climatico fa oggi parte del dibattito, in modo completamente diverso rispetto a 10 anni fa. Questa volta, secondo gli analisti di Schroders, ci sono buone possibilità che autorità e aziende si facciano avanti perché gli impegni a livello climatico sono molto più solidi sia a livello di politiche che di strategie aziendali. Con gli Accordi di Parigi del 2015 i leader globali si sono impegnati ad agire in maniera collettiva per limitare l’aumento delle temperature. La Conferenza Onu sui Cambiamenti Climatici del 2020, originariamente prevista per novembre, potrebbe essere rimandata, ma il suo profilo riflette l’importanza che le autorità continuano a dare al raggiungimento degli obiettivi climatici. Inoltre i leader europei hanno sottolineato l’importanza di avere piani per la ripresa allineati agli impegni sul clima.

Modo di lavorare cambierà in parte per sempre

C’è infine un’ultima area a cui gli esperti di Schroders suggeriscono di prestare attenzione, ossia il modo di lavorare in era post Covid-19. Le persone in questa fase stanno lavorando da casa ove possibile e conferenze e meeting sono diventati virtuali. Questa crisi porterà le aziende a rivalutare la necessità di pratiche considerate la norma fino a poco tempo fa e potrebbe essere solo l’inizio. “Crediamo che alcuni cambiamenti nel modo in cui lavoriamo potrebbero diventare più permanenti, a beneficio del clima” sottolineano gli analisti, ricordando come gli investimenti focalizzati sul clima non dipendano più dal supporto di politiche ad hoc, a differenza di 10 anni fa.

Serve ancora una spinta da parte della politica

Tuttavia, quel supporto resta importante per accelerare i progressi, soprattutto in aree come l’industria pesante dove le tecnologie di decarbonizzazione non sono ancora competitive senza intervento da parte delle autorità. “Nel 2009, a un anno dalla crisi, i leader globali non sono riusciti a raggiungere un accordo sul clima a Copenaghen. Ora, siamo ben distanti da quel momento ma abbiamo fiducia nel fatto che l’attuale crisi potrebbe dare slancio alla transizione climatica che il consensus scientifico ci dice essere sempre più urgente”.

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