Coronavirus: le norme da spiaggia funzioneranno?

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di Luca Spoldi 5 Giugno 2020 | 16:23

Coronavirus: una montagna di decreti, ma occorrerà buon senso

Finirà che la montagna dei decreti varati dal governo Conte bis per cercare di affrontare l’emergenza sanitaria legata alla pandemia di Covid-19 partorirà (soltanto) un topolino di comportamenti più o meno responsabili. Dopo che l’Istituto superiore di sanità (Iss) ha pubblicato le linee guida alle quali attenersi al mare, molti sindaci, sui quali ricade il compito di far rispettare le regole in particolare nelle spiagge libere, hanno già sottolineato le possibili criticità. Il rischio, molto concreto, è che affidarsi al buon senso dei cittadini possa non bastare a prevenire nuovi contagi.

Italiani temono di non poter rispettare norme sulla spiaggia

Preoccupa del resto vedere che in base a un’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat, quasi 1 italiano su 3 (il 32,4%) ha ammesso di non sapere con certezza quali siano le regole da rispettare in spiaggia. Parallelamente, il 30,1% dei rispondenti, pari ad una platea potenziale di 13,2 milioni di individui, ha dichiarato di non sapere se riuscirà a rispettare il distanziamento sociale in spiaggia o, peggio, già dichiara che sicuramente non riuscirà a farlo. Del resto tra ipotesi di separé in plexiglass, obbligo di misurazione della temperatura corporea e voci circa la possibile chiusura delle spiagge libere, o l’affidamento della sorveglianza delle stesse a “volontari”, la confusione è tuttora massima.

Se non convivete state lontani almeno 1 metro

Allora proviamo a riassumere le norme più importanti: la distanza tra una persona e l’altra (salvo gli appartenenti allo stesso nucleo famigliare convivente) in spiaggia come pure in acqua deve essere sempre di almeno un metro. Negli stabilimenti, ma anche nelle spiagge libere, vige l’obbligo di pulizia almeno una volta al giorno di tutte le superfici, gli arredi delle cabine e le aree comuni. Va inoltre effettuata in modo “regolare e frequente” la sanificazione di sedie, sdraio, lettini (anche galleggianti e natanti), oggetti e servizi igienici, ovvero limitare l’uso di cabine-doccia singole e spogliatoi quando non è possibile assicurare una disinfezione tra un ospite e il successivo.

Mascherine si o no?

Come già capita per i negozi e ristoranti, ai bagnanti dovranno essere forniti disinfettanti per le mani, mentre il personale dei lidi dovrà essere dotato di dispositivi di sicurezza personale (mascherine, schermi facciali, guanti) il cui uso è obbligatorio in caso di contatti ravvicinati con i bagnanti. I quali bagnanti potranno invece evitare di indossare le mascherine (che andranno smaltite come rifiuto indifferenziato, anche se questo potrebbe comportare qualche problema in futuro, ndr) purché osservino la distanza minima sopra detta. Cartelloni e locandine dovranno infine indicare a tutti le regole da seguire. Basterà per far trascorrere a tutti gli italiani, o almeno a coloro che potranno permetterselo, delle vacanze estive serene?

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