La Lega Dilettanti finanzia i nuovi impianti calcistici

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di Redazione 1 Ottobre 2013 | 08:35

Sul piatto 12 milioni di euro da dividere in venti campi, per lo sviluppo del calcio minore

INVESTIMENTI – La Lega Nazionale Dilettanti muove passi concreti in favore dell’impiantistica sportiva. E lo fa con un’assunzione di responsabilità importante, coinvolgendo nel progetto le massime Istituzioni politiche e stanziando un contributo complessivo di 12 milioni di euro, di cui 10 per la realizzazione di 20 nuovi campi da destinare all’attività di base, uno per ogni regione, e 2 milioni per le ristrutturazioni lanciando un’iniziativa che vede Anci (Associazione Nazionale Comuni d’Italia) come partner.

LE PROBLEMATICHE – Troppe, infatti, sono le problematiche che affliggono l’impiantistica destinata all’attività dilettantistica e giovanile, eppure questo tema sembra interessare a pochissimi. In occasione del Convegno nazionale dal titolo “Giocheremo domani? Calcio d’inizio a nuovi finanziamenti per sicurezza, efficientamento energetico e innovazione per il benessere delle nostre comunità”, reso possibile anche grazie a Bologna Fiere e Banca Popolare dell’Emilia Romagna, la Lnd ha esposto il suo progetto frutto di ricerche approfondite in diversi campi. Per farlo, in tutti questi anni ha interessato personalità scientifiche ed Atenei specializzati nella nostra Penisola, insieme a soggetti privati qualificati, che hanno contribuito a realizzare un progetto responsabile e fortemente innovativo sugli impianti non professionistici.

L'APPELLO DI TAVECCHIO – Il principio cardine a cui si ispira l’opera della Lnd, fedele al programma tracciato dal presidente Carlo Tavecchio, è quello della sicurezza, i cui i parametri prestazionali e le condizioni per garantire l’esercizio dell’attività calcistica dilettantistica non devono essere guidati da valori di riferimento meno esigenti rispetto a quelli del calcio professionistico. “Non voglio vivere la delusione di negare ai giovani ed al Paese un futuro per lo sport – ha affermato Carlo Tavecchio, presidente della Lega Nazionale Dilettanti  – per questo la Lnd ha deciso di mettere in campo importanti risorse. La spesa energetica delle nostre società è di 200 milioni all'anno circa, utilizzando strutture ormai obsolete – ha continuano il numero uno dei Dilettanti – innovazione ed efficientamento energetico sono il futuro non solo per il nostro calcio, ma per il futuro stesso delle nuove generazioni”.

LA RIPOSTA DELL'ANCI – Rispetto alle richieste avanzate dal Lnd e Anci ha risposto: “Siamo già d’accordo di scontare ai Comuni nella prossima legge di stabilità una parte consistente di incombenze che fino ad ora bloccavano gli interventi in ambito sportivo e per quel che concerne l’Ics, la sua ripartenza ormai è questione di pochissimo tempo”. E infine, rivolto alla platea, ha così salutato: “Sindaci e dirigenti sportivi rappresentano classe dirigente del nostro Paese”.

LA FEDERAZIONE – Insieme al Ministro sono intervenuti al Convegno anche il presidente di Coni Servizi Franco Chimenti, la cui mission si sposa alla perfezione con gli obiettivi del progetto LND, il membro d’onore di FIGC e UEFA Antonio Matarrese, che ha fatto i complimenti alla LND per la lungimiranza nell’affrontare tematiche tanto delicate, ed il presidente FIGC Giancarlo Abete: “La Federazione è al fianco della LND, le risorse della mutualità non devono essere distribuite a pioggia, ma con criteri di investimento mirati. Il calcio in Italia da più di quello che prende, vogliamo essere protagonisti di una stagione di sviluppo, un traino economico e sociale per il nostro Paese”.

IMPIANTI NECESSARI – Per quanto riguarda gli investimenti in concreto, nel primo caso, le strutture da realizzare saranno destinate ad attività di promozione del calcio e dovranno affermarsi come polo ottimale anche per la formazione dei dirigenti sportivi, dei tecnici, dei calciatori, nonché per l’organizzazione di partite e manifestazioni. Un punto di riferimento, dunque, per le comunità circostanti non necessariamente sotto il profilo sportivo. Alla base di tutto c’è il presupposto secondo il quale non può esserci adeguata attività sportiva senza le necessarie condizioni materiali (gli impianti) perché questa venga praticata. In più però vi è il rispetto dell’orografia e della cultura dei siti individuati, senza tralasciare ovviamente le moderne tecniche di progettazione e costruzione con l’intenzione di mettere in moto  un meccanismo virtuoso per portare nel territorio non solo l’attività sportiva, ma anche un’attività economica di forte impatto.

IL PROGETTO – Il progetto con Anci, invece, prevede lo stanziamento di 2 milioni di euro da parte della Lega Dilettanti per ristrutturazioni di impianti con progetti sostenibili cofinanziabili dai Comuni, destinati in particolare all’efficientamento energetico. In definitiva, per progetti il cui tetto massimo è di 50 mila euro, la LND si impegna a stanziare un contributo pari a quello delle amministrazioni locali. Sposando questa iniziativa, infatti, LND e ANCI inaugurano una stagione di collaborazione che prende le forme da una sinergia programmatica finalizzata a trovare vie percorribili per il finanziamento dell’impiantistica sportiva dilettantistica.

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