Case popolari negli stadi del mondiale

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di Ettore Mieli 23 Luglio 2014 | 09:49

Dopo le polemiche sugli sprechi di soldi pubblici investiti per l’evento, ecco le proposte di due architetti francesi


MONDIALE DEGLI SPRECHI – Prima e durante i Mondiali in Brasile le polemiche sugli sprechi di soldi pubblici investiti per l’evento anziché per i bisogni del Paese hanno infiammato le discussioni di tutto il mondo, ma adesso che la festa è finita cosa ne sarà di ciò che è stato costruito? E in particolare, cosa ne sarà degli enormi stadi edificati per ospitare le migliaia di persone accorse a tifare per le loro nazionali, ma che ora risultano pressoché inutili ed eccessivamente grandi per le esigenze del calcio brasiliano?

IL PROGETTO – L’idea, secondo quanto riporta Immobiliare.it, arriva da due architetti francesi, Axel de Stampa e Sylvain Macaux, che hanno proposto di realizzare delle unità abitative popolari in dei prefabbricati da incastrare sui lati esterni degli stadi, con la stessa struttura di un alveare. Casa Futebol, così è stato ribattezzato il progetto, potrebbe rappresentare la svolta su due fronti: da una parte risponderebbe all’emergenza casa che sta vivendo il Brasile, dall’altro genererebbero i proventi necessari al mantenimento degli stadi stessi. Il progetto coinvolgerebbe dodici stadi, di questi sei sarebbero già pronti per l’inserimento dei prefabbricati sulle facciate esterne e non necessitano di modifiche strutturali. Ognuno di questi “condomini” sarebbe in grado di ospitare circa 1500 persone con una piccola riduzione della capacità degli spalti.

LE POLEMICHE – Le partite continuerebbero a disputarsi e, ovviamente, i biglietti continuerebbero a essere venduti, generando profitti da investire per la manutenzione delle abitazioni. Sul sito del progetto fioccano, però, gli appunti polemici che in primo luogo si concentrano sulle condizioni sanitarie che degli alloggi così strutturati potrebbero offrire. In seconda battuta le dimensioni degli appartamenti (120 mq) superano di gran lunga quelle stabilite dall’edilizia popolare brasiliana che assegna alle famiglie bisognose unità abitative di soli 35 metri quadrati.

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