Italia, un Paese in crisi di creatività

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di Amelia Zonta 20 Giugno 2014 | 09:25

Nella classifica dell'ufficio europeo Epo, il nostro Paese scivola all'11esimo posto per deposito di brevetti


BREVETTI CERCANSI – L'Italia Paese di inventori? Secondo la tradizione sì, ma a leggere i dati sui brevetti dell'Epo – l'Ufficio brevetti europeo – si fa fatica a crederlo. Secondo la massima istituzione europea in tema di proprietà industriale, al primo posto per numero di brevetti depositati ci sono gli Stati Uniti, seguiti dal Giappone e dalla Germania. L'Italia è all'11esimo posto, con 4.662 brevetti l'anno e con un trend che non fa ben sperare. I depositi di domande di brevetti europei effettuati da richiedenti italiani presso l'Epo nel 2013 sono infatti diminuiti del 2,7%, al contrario di quanto è avvenuto per Germania, Francia, Svizzera, Gran Bretagna e Olanda.

ITALIA FUORI DALLA TOP 10 – La classifica è dominata da Stati Uniti (24% delle domande presentate), Giappone (20%), Germania (12%), Cina (8%), Corea del Sud (6%), Francia (5%), Svizzera e Olanda (3%), Gran Bretagna e Svezia (attorno al 2%). "Il problema maggiore per il nostro Paese si nasconde all’interno dei numeri", spiega Guido Del Re, avvocato presso l'omonimo studio legale. "Infatti il numero di domande che alla fine dell'esame sostanziale vengono riconosciute come brevetti per invenzione industriale diminuisce drasticamente, per poi ridursi ancora in maniera netta tra il riconoscimento e la realizzazione industriale del 'trovato'. Per questo è necessario diffondere i principi di proprietà industriale a tutti i livelli sociali al fine di aumentare la qualità dei depositi in termini di forza innovativa e legale, per esportare i nostri brevetti nel mondo".

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