UniCredit, il top management (tra cui Nicastro e Ghizzoni) rinuncia ai bonus

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di Redazione 12 Aprile 2013 | 08:24

Il cda ha preso atto della decisione del ceo Federico Ghizzoni, del d.g. Roberto Nicastro e di altri top manager di riununciare al riconoscimento della retribuzione variabile legata ai risultati raggiunti nel 2012


NIENTE BONUS PER IL TOP MANAGEMENT – Il ceo di UniCredit Federico Ghizzoni, il d.g. Roberto Nicastro e altri top manager rinunciano al riconoscimento della retribuzione variabile legata ai risultati raggiunti nel 2012. Lo hanno annunciato gli stessi vertici del gruppo al cda riunitosi ieri, precisando che rinunciano al bonus anche i responsabili delle funzioni di chief financial officer (Marina Natale), chief risk officer (Alessandro Decio), Legal & Compliance, Audit e Hr.

UNA RIDUZIONE DI CIRCA IL 50% – Il board da parte sua ha confermato il giudizio positivo sulla performance del top management e sui risultati ottenuti nel 2012 malgrado una congiuntura economica difficile, risultati che hanno portato a un ritorno all’utile del gruppo. I consiglieri hanno quindi espresso “apprezzamento per la sensibilità dimostrata dal top management” e hanno deliberato di “riconoscere solo al restante personale il pagamento dei bonus”. Per gli executive, vale a dire i primi 115 manager del gruppo, è prevista una riduzione di circa il 50% rispetto all'opportunità variabile complessiva. In coerenza con il sistema di compensi di UniCredit, più dell’80% di tali incentivi verrà inoltre differito negli anni successivi e legato al raggiungimento di ulteriori condizioni di performance future.

BANK OF AUSTRIA – Intanto ieri Bank of Austria, controllata di UniCredit, ha fatto sapere che registrerà nel bilancio 2013 un impatto negativo di circa 70 milioni di euro sull'utile prima delle tasse a seguito di una sentenza negativa della Corte Suprema svizzera relativa a una causa avviata 20 anni fa dall'agenzia tedesca di ricostruzione Bvs (Germania Est).

IL GIUDIZIO DEGLI ESPERTI – L'ammontare totale è di 254 milioni di euro, ma Bank of Austria aveva già fatto accantonamenti per circa 180 milioni. “L'impatto sulla redditività e sui ratios patrimoniali di gruppo è trascurabile”, hanno commentato gli analisti di Intermonte, che hanno confermato su UniCredit il giudizio neutrale con un target price di 4,3 euro.

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