Microsoft, Candiani: “Internet ha sempre un potenziale infinito”

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di Gianluca Baldini 17 Gennaio 2013 | 10:09

Chi diventerà la nuova Apple? Quali sono le novità in campo tecnologico? Lo abbiamo chiesto a Silvia Candiani, direttore marketing & operations di Microsoft Italia

Che ruolo ha l’Italia all’interno del mercato di Internet e delle nuove tecnologie?
Internet ha assunto un’importanza rilevante nella vita quotidiana e si è rivelato uno straordinario strumento di crescita economica, di sviluppo e in alcuni casi anche di democrazia. Se dovessi darne un’interpretazione attuale, la rete è un mezzo dal potenziale infinito, limitato solo dalla creatività umana e dal prossimo uso che qualche giovane brillante potrà trovargli. Oggi è ormai qualcosa di pervasivo e da cui ci sentiamo sempre più dipendenti. Secondo i dati Audiweb della ricerca di base sulla diffusione dell’online in Italia, Audiweb Trends, e i dati di audience online del mese di ottobre 2012, ormai il 79% della popolazione italiana tra gli 11 e i 74 anni, 38 milioni di persone in tutto, dichiara di accedere a Internet da qualsiasi luogo e con qualsiasi strumento. Mentre sono 16 milioni gli Italiani che usano Internet da telefono cellulare o smartphone e 2,4 milioni da tablet. È interessante vedere come i dati socio-demografici degli individui che accedono alla rete mostrino un tasso di penetrazione superiore al 90% per i giovani di età compresa tra gli 11 e i 34 anni: laureati (98,1%), diplomati (93,6%), occupati in generale (90,2%), dirigenti, quadri e docenti universitari (il 100% degli intervistati che ricoprono una di queste posizioni), imprenditori e liberi professionisti (98%) e impiegati e insegnanti (97,7%). Quindi si potrebbe pensare che più si è istruiti e più si usa Internet e in effetti a saperlo usare bene è una miniera di informazioni, in grado di aiutarci dove i vecchi strumenti non sono più efficaci. L’Italia è al sedicesimo posto nel mondo per numero di utenti della rete, tra l’Iran e le Filippine, non esattamente un posto d’eccellenza e questo di sicuro si rispecchia sulla nostra economia e sul nostro ruolo nei mercati globali. Gli italiani però nonostante la situazione non sempre rosea del proprio Paese nelle classifiche internazionali, restano un popolo di creativi e inventori. Purtroppo la crisi ha colpito anche questo aspetto, tanto che in base al numero di brevetti e marchi depositati nella prima metà del 2012, si è verificato un calo rispetto allo stesso periodo del 2011 (-8,2% secondo uno studio della Camera di Commercio di Monza e della Brianza).

Vede delle società, magari tra quelle quotate a Piazza Affari o nel mondo, che potrebbero crescere come hanno fatto Microsoft, Apple, Google o Facebook?
In Italia lavoriamo con 25mila aziende che ci supportano nel portare i benefici delle tecnologie alle aziende, alle pubbliche amministrazioni e più in generale ai consumatori, con l’obiettivo di accelerare la digitalizzazione del Paese. Queste aziende impiegano oltre 100mila risorse e per ogni euro di fatturato che generiamo i nostri partner ottengono 8 euro, con un effetto moltiplicatore che fa bene all’industria IT, ma più in generale allo sviluppo del Paese. Ogni giorno entriamo in contatto con aziende che operano sul territorio e che potrebbero crescere ancora di più se in Italia ci fosse una maggiore consapevolezza dei benefici offerti dalle nuove tecnologie unite a politiche di sostegno degli investimenti in tecnologia: dai vantaggi per le aziende e per la pubblica amministrazione in termini di produttività ed efficienza, fino ai benefici per i cittadini se si diffondessero servizi digitali o l’ecommerce. C’è molto potenziale nel settore IT e ci auguriamo che questo mercato possa continuare a crescere e a svilupparsi per raggiungere i livelli di altri Paesi più avanzati di noi. In questi anni, stiamo anche favorendo lo nascita di nuove start-up, collaborando con i principali operatori del settore (business angel e venture capital) e con le istituzioni. Inoltre, mettiamo a disposizione delle nuove aziende tutta la nostra tecnologia gratuitamente per i tre primi anni di avvio della loro attività, attraverso un programma specifico chiamato BizSpark. In Italia, abbiamo già aiutato 1.000 nuove aziende tramite questa iniziativa, fornendo le soluzioni più innovative per creare aziende dall’alto potenziale e mettendole in contatto anche con la nostra rete internazionale. Facendo un esempio concreto, Paperlit ha vinto il nostro concorso annuale europeo dedicato alle aziende maggiormente innovative.

Quali novità del mondo Internet ci attendono nel breve periodo?
Come Microsoft, lavoriamo per realizzare tecnologie in grado di migliorare la vita delle persone e aiutare le imprese a gestire le loro attività. In questo scenario, osserviamo alcuni trend che caratterizzeranno nei prossimi anni l’utilizzo delle tecnologie e la fruizione di contenuti e servizi digitali. Tra questi, per esempio, la diffusione di interfacce utente naturali e intuitive, come il touch, la voce o i gesti, che abbatteranno le ultime barriere tra noi e il ricco mondo della rete. In particolare, recentemente abbiamo lanciato Kinect, un sensore che collegato alla nostra console Xbox, è in grado di rilevare i gesti, permettendo agli utenti di giocare, navigare e fruire contenuti con un semplice movimento del corpo. Una seconda area di forte sviluppo riguarda il mondo della mobility: secondo Gartner il prossimo anno saranno venduti oltre 1,2 miliardi di smartphone e tablet ed entro il 2016 due terzi della forza lavoro mondiale possederà uno smartphone o un tablet e il 40% li utilizzerà per il lavoro. Su questo fronte, abbiamo messo a disposizione tecnologie innovative in grado di abilitare questi nuovi scenari di utilizzo, con un sistema operativo ideale per i tablet, come Windows 8, e per gli smartphone, con Windows Phone 8. Infine, il cloud computing è un altro trend che vediamo in forte sviluppo nei prossimi anni. In base a uno studio dell’Università di Venezia, si stima che il cloud computing potrebbe avere un impatto significativo per quanto riguarda la generazione di nuove imprese proprio in Italia, con 81mila nuove entità. Sempre in base a questa ricerca, la rapida adozione del cloud computing potrebbe creare nei prossimi anni fino a un milione di posti di lavoro nelle pmi nella sola Europa con un aumento dell’occupazione in un range compreso tra lo 0,3 e lo 0,6%.

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