Animali in condominio, tutti i dubbi sulla legge

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di Redazione 2 Gennaio 2013 | 14:02

Il portale Immobiliare.it sottolinea come il testo non faccia abbastanza chiarezza anche rispetto al diritto alla salute del vicinato.


NIENTE SERPENTI IN CASA – Vietato vietare. Così si potrebbe riassumere la legge 220/2012, che non consente di inserire all’interno dei regolamenti condominiali il divieto di tenere in casa animali. Una svolta non di poco conto, dal momento che grossa parte delle liti condominiali dipende appunto da cani e gatti. E non solo. Il portale Immobiliare.it aiuta a chiarire come il testo sia stato modificato e che cosa prevede adesso. Tramontata la prima versione, ritenuta troppo ampia, che parlava di "animale da compagnia". La legge oggi fa riferimento all'"animale domestico". Via libera, quindi, a cani, gatti, pesci rossi e cocorite, ma niente animali "esotici".

SERVONO CHIARIMENTI – Ma cosa dire di mucche, galline, oche e maiali? Tecnicamente, evidenzia Immobiliare.it, anche loro sono a tutti gli effetti "animali domestici" e, interpretando in maniera letterale la norma, andrebbero ammessi. E ancora: come regolarsi in tutti quei casi in cui qualcuno dei condomini soffre, in maniera grave e certificata, di allergie causate dagli animali? È prevalente il diritto a tenere con sé l'animale oppure quello del vicino alla sua salute? Insomma, conclude Immobiliare.it, servono urgentemente chiarimenti.

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