Essere madri a 40 anni

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di Redazione 23 Novembre 2012 | 09:48

Secondo l’Istat, sale l’età media a cui si ha il primo figlio. Il rapporto sul 2011 conferma, inoltre, che gli stranieri sono più prolifici


Calano le nascite – soprattutto quelle all’interno del matrimonio – mentre sale l’età media alla quale si ha il primo figlio. Questo è il quadro presentato dall’ultimo rapporto dell’Istat sulla popolazione residente nel Paese (i dati fanno riferimento al 2011), da cui emerge che gli iscritti all’anagrafe per nascita sono stati 546.607 l’anno scorso, circa 15mila in meno rispetto al 2010. “Colpa” soprattutto delle coppie di genitori italiani, che hanno dato alla luce quasi 40mila bambini in meno rispetto al 2008.

Ma anche le nascite da coppie con uno dei due genitori straniero, che hanno continuato ad aumentare al ritmo di circa 5mila l’anno fino al 2010, nel 2011 hanno segnato il passo, con una diminuzione di circa 2mila unità. Quanto all’età media delle madri, l’anno scorso quasi il 7% delle donne che hanno partorito aveva almeno 40 anni, mentre solo il 10,9% aveva meno di 25 anni. Considerando le sole donne italiane, il rinvio della maternità è più accentuato: il 7,7% è ultraquarantenne e solamente l’8,2% ha meno di 25 anni.

Una tendenza dovuta in parte a una maggiore precarietà sul lavoro, che si traduce in una minore stabilità economica e in un conseguente continuo rinvio del momento in cui mettere su famiglia. Fino a quando una gravidanza diventa biologicamente più difficile. Gli unici ad aumentare l’anno scorso – anche se in misura più contenuta rispetto agli anni precedenti – sono stati i bambini nati da genitori entrambi stranieri, che hanno raggiunto quota 79mila nel 2011 (il 14,5% del totale dei nati). Nello specifico, ai primi posti per numero di figli si confermano le madri rumene (18.484 nati nel 2011), seguite da marocchine (13.340), albanesi (9.916) e cinesi (5.282). Parallelamente, evidenzia ancora l’istituto di statistica, sale la percentuale dei bambini nati da coppie non sposate, passata l’anno scorso al 24,5% del totale dal 23,5% di un anno prima.

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