Gli affari del capitano Totti vacillano

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di Gianluca Baldini 7 Settembre 2016 | 10:46

C’è solo un capitano, come dicono i tifosi romanisti. Ma i conti del Totti nazionale ultimamente hanno subito un tracollo. Lo scrive Libero secondo cui nel 2015 il calciatore ha portato a casa 39.843 euro con i suoi affari.

Totti, spiega Bechis nel suo articolo, ha arginato i danni, ma se si pensa che solo l’ anno precedente aveva portato a casa 533.865 euro di utile, gli viene qualche dubbio di potere fare a meno del pallone. La contrazione degli utili nell’ ultimo anno è stata del 92,53%, una vera botta. E restano un ricordo nostalgico i guadagni milionari degli anni precedenti.

Anche i semplici incassi aggiungono ferita su ferita. La loro contrazione è stata meno rilevante, perché sono scesi del 25,65%. Ma in cifra assoluta si tratta di oltre un milione di euro in meno rispetto all’ anno precedente, e il fatturato del piccolo impero di Totti è sceso da 4,2 a 3,1 milioni di euro nel giro di 12 mesi.

E anche la liquidità in cassa che deve fare fronte ai debiti – che non sono pochi. Nelle casse societarie c’erano 4,7 milioni di euro, e ne sono restati solo 3,1 milioni. Quella differenza impiegata per combattere la crisi – 1,5 milioni di euro – rappresenta quindi una erosione del 32,90%. Il piccolo gruppo imprenditoriale del Pupone, come viene chiamato affettuosamente il calciatore giallorosso, è composto di 7 società, quasi tutte a responsabilità limitata, e tutte amministrate dal fratello Riccardo.

La holding principale è la Number Ten, società che fa comunicazione e organizzazione di eventi. Il proprietario è Totti, il problema è che il principale cliente è proprio lui, che si porta dietro il suo mondo: la A.S. Roma, la Roma International, la Limonta sport, Nike, Pepsi, Fiat auto, Fifa e altre società meno note. Ha lanciato due progetti, uno nel mondo del pallone (Totti Soccer school) e uno che spazia anche nel motociclismo (Totti top sport). Ma proprio qui il gruppo del calciatore ha vissuto il suo anno peggiore, con un dimezzamento del fatturato passato da 2 a 1,1 milioni di euro, e una perdita finale di 61.481 euro rispetto all’ utile di 326.801 euro dell’ anno precedente.

Dalla Number Ten dipendono cinque società, e tre sono immobiliari: la Longarina, la Immobiliare 10 e la Immobiliare Acilia. Le altre due sono la Skins srl che al momento è ancora inattiva e la Ft 10, controllata solo al 60% (il restante capitale è diviso fra Michele Ricci e Cinzia Tommasone che ne detengono il 20% ciascuno). Ft 10 è forse la principale delusione del piccolo gruppo imprenditoriale, perché dovrebbe occuparsi di commercializzare on line prodotti di merchandising legati al nome del giocatore, ma l’ attività non è mai decollata davvero. Il suo ultimo bilancio indica un fatturato di appena 7.500 euro, una perdita di 5.783 euro e disponibilità liquide in cassa per 37.713 euro: non esattamente un colosso.

Un po’ meglio i risultati delle immobiliari, comunque tutte con bilanci assai peggiori dell’ anno precedente. Una delle tre – la Immobiliare 10 – ne controlla un’ altra, chiamata non con grandissima fantasia Immobiliare Ten. Il gruppo ha appartamenti, uffici, magazzini e garage sparsi in varie zona di Roma e anche al di fuori della Capitale. Quelli di proprietà diretta hanno un valore minimo di mercato di 10,9 milioni di euro, e sono il tesoretto principale del gruppo. Oltre a questi però le società di Totti hanno in pancia altri immobili, essenzialmente ad uso ufficio, acquistati con la formula del leasing aziendale. Sono 3 palazzine, valgono 21.316.783 e il leasing è contratto in tutti i casi con Monte dei Paschi di Siena. Restano ancora da pagare gran parte delle rate, per un totale di 16,5 milioni di euro.

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