Ecco la lista dei vini più cari d’Italia. Dimenticatevi i soliti nomi…

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di Redazione 26 Settembre 2016 | 09:32

I vini più cari d’Italia su “Wine Searcher”? Non sono i “soliti” Super Tuscan, tutti fuori dalle prime dieci posizioni eccetto il Masseto, e dalla top ten spariscono anche, rispetto all’edizione 2013, altri nomi illustri dell’enologia del Belpaese, scrive il skito specializzato www.winenews.it. Tra i nuovi criteri c’è la disponibilità sul mercato, e a rimetterci, così, sono le grandi annate delle etichette top, ormai quasi introvabili, ma anche l’ex numero uno, il Vendemmia d’Artista di Ornellaia, che non è più in classifica, con il prezzo medio più che dimezzato (dai 978 dollari del 2013 ai 401 del 2015) a fronte di un sensibile aumento della produzione. In cima, così, troviamo il Barolo Riserva Monfortino di Giacomo Conterno, con un prezzo medio online di 755 dollari, che nel database di “Wine Searcher” è presente addirittura dall’annata 1927. Al secondo posto, il Masseto, “re” dei Super Tuscan con un prezzo medio, tra le ultime 24 annate, di 685 dollari, anche grazie ad una produzione inferiore a quella di Ornellaia e Sassicaia, sul mercato online, rispettivamente, ad una media di 187 e 204 dollari. Gradino più basso del podio per l’Amarone della Valpolicella Riserva di Giuseppe Quintarelli, invecchiato per sette lunghi anni in botti grandi di Slavonia, solo nelle migliori annate, ad un prezzo medio di 637 dollari. Alla posizione n. 4, un altro toscano, il Brunello di Montalcino Riserva di Tenuta Greppo-Biondi Santi, la cui memoria storica risale al lontano 1888: oggi, una bottiglia costa mediamente 553 dollari. Ancora Toscana alla n. 5, con un blend dei tre vitigni autoctoni più rappresentativi, Sangiovese, Canaiolo e Colorino, il Testamatta Colore di Bibi Graetz (533 dollari). Alla posizione n. 6 una chicca dell’enologia del Piemonte, il Barbaresco Crichët Pajé di Roagna, ad un prezzo medio di 500 euro. Parità assoluta alla posizione n. 7, con due etichette a 483 dollari: il Brunello di Montalcino Riserva di Case Basse (Gianfranco Soldera), ed il produttore friulano Enzo Pontoni, con il suo Refosco Colli Orientali del Friuli Miani Calvari. Alla n. 9 l’unico vino dolce in classifica, il Vin Santo di Montepulciano Occhio di Pernice di Avignonesi (460 dollari), seguito in coda alla top ten dall’Alzero Cabernet di Giuseppe Quintarelli, unico a due etichette, a 431 dollari.

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