A gamba tesa/Dubbi sulle “banche maledette” e nessuno vuole CariFerrara

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di Marco Barlassina 3 Ottobre 2016 | 12:30

Ora si chiamano “Good banks”, ma per il mercato restano “banche maledette”. Slitta ancora la vendita di Banca Marche, Banca Etruria, Cassa di Risparmio di Chieti e Cassa di Risparmio di Ferrara. Tutta l’attenzione degli investitori è rivolta ad Ubi Banca che è interessata a Banca Etruria, Banca Marche e CariChieti. CariFerrara, invece, sarebbe esclusa completamente dall’offerta. E stenta a trovare compratori.

Ubi avrebbe posto precise condizioni: la cessione delle sofferenze alla Rev (150 milioni); l’eliminazione delle esposizioni non performanti che i tre istituti hanno rimediato negli ultimi mesi (si parla di circa 3 miliardi di euro) e la possibilità di usare il credito fiscale di 800 milioni di euro nato dalle perdite fiscali (650 milioni di euro).

Queste tre richieste suggeriscono che la strada per l’effettiva cessione dei tre istituti sia ancora lunga. Del resto si parla anche apertamente della possibilità che Ubi lanci un aumento di capitale limitato per sostenere l’acquisizione. Ma sul fatto che l’acquisto delle tre banche sia proprio un affare, il mercato qualche dubbio ce l’ha e l’ha dimostrato come sa fare. Vendendo titoli Ubi nelle ultime sedute di Borsa.

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