A Equitalia fanno i furbetti sulle cartelle. Ecco come non farsi fregare…

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di Redazione 14 Ottobre 2016 | 08:20

Non solo ci tartassano ma fanno anche i furbetti. Equitalia si comporta scorrettamente  con i contribuenti quando impone l’aggio, in sostanza si fa pagare una commissione per il servizio svolto. Lo ha stabilito la Commissione Tributaria Provinciale di Treviso, che ha esaminato e giudicato il ricorso presentato da un contribuente che aveva impugnato l’intimazione di pagamento ricevuta da Equitalia riferita a Iva, Ires, Irap, ritenute, addizionali per diversi anni.

La Commissione Tributaria Provinciale di Treviso ha accolto parzialmente il ricorso del contribuente. La Commissione ha stabilito che quest’ultimo doveva effettivamente pagare le imposte richieste dall’Ente di riscossione, ma non l’aggio imposto da Equitalia che esse prevedevano.  Equitalia per la sua opera come concessionario-esattore su mandato dell’ente impositore aveva imposto il suo compenso al contribuente. La Commissione ha stabilito che il compenso di Equitalia non può essere scaricato sul contribuente, perché tale comportamento non ha alcuna giustificazione né collegamento all’attività effettivamente svolta. L’aggio invece deve gravare sull’ente impositore, perché riguarda il rapporto tra questo ed il concessionario del servizio stesso e non può dunque essere addossato al contribuente, che invece è un soggetto del tutto estraneo a tale rapporto.

Inoltre, essendo l’aggio esattoriale un aiuto di Stato che la normativa assegna ad un’impresa, si configura un contrasto con l’articolo 107 del Trattato di funzionamento dell’Unione Europea, che giudica gli aiuti di Stato incompatibili con il mercato comune. Sotto qualsiasi forma essi siano, perché falsano o minacciano la concorrenza

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