Jobs Act, un gambero si aggira nel mondo del lavoro

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di Gianluca Baldini 21 Ottobre 2016 | 10:11

Nonostante il Jobs Act, i contratti a tempo indeterminato (che poi, dopo la cancellazione dell’ articolo 18 per i nuovi assunti, non hanno più ragione di essere chiamati così) in 8 mesi sono crollati del 32,9 per cento. Nel frattempo, i licenziamenti per giusta causa o per motivi economici sono aumentati del 31 per cento. Giù anche le trasformazioni dei contratti precari in contratti stabili: meno 35,4 per cento. E su 100 assunzioni, solo un quarto sono da considerarsi fisse. Senza dire dei quasi 100 milioni di voucher utilizzati da gennaio ad agosto. Insomma, se i dati dell’ Inps dovevano indicare la ripresa della crescita economica, finisce che testimoniano l’ esatto contrario. E soprattutto documentano che la riforma del mercato del lavoro non ha avuto alcun effetto sul mercato del lavoro. Semmai, come da più parti segnalato, il boom di assunzioni registrato lo scorso anno è dovuto alla decontribuzione, ossia al generoso sconto garantito dallo stato sui versamenti previdenziali.

Dal quotidiano “La Verità”

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