Ha vinto Donald Trump. Tranquilli non è successo niente…

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di Gianluca Baldini 9 Novembre 2016 | 08:00

La cosa più giusta l’ha detta Barack Obama: “Qualunque cosa succeda in America sorgerà ancora il sole”. Dopo essersi speso anche oltre il politically correct per la candidata democratica Hillary Clinton, il presidente uscente degli Stati Uniti incassa la sconfitta con il commento più realistico che si potesse fare. D’altra parte la vittoria di Donald Trump nella corsa per la Casa Bianca non rappresenterà  questo dramma che tutti i commentatori hanno cercato di farci credere finora perché ormai non esiste più un opinionista indipendente che sappia esaminare uomini, fatti e storie guardando il mondo dalla luna senza farsi condizionare. Sono tutti dei tifosi e si tifa quasi sempre per il più forte. E Hillary era la più forte appoggiata dalle banche, da Wall Street, da tutto l’establishment. Peccato che le mancasse la gente, quella che alla fine vota, quella che solo quattro anni fa aveva votato per un presidente nero di Harward. Altro che cafoni bianchi, altro che agricoltori trogloditi. Quelli che ha votato sono americani, in carne ed ossa, gli stessi di quattro anni fa, con i loro problemi di tutti i giorni che la politica dei palazzi, dei salotti, degli amici e delle grandi famiglie non capisce e non rappresenta più. In America  e nel mondo. In Europa, alla fine, sta succedendo la stessa cosa: partiti storicamente di sinistra in Spagna, in Francia, in Italia, sono abbandonati dai loro elettori. Anzi sono i partiti che hanno abbandonato gli elettori con le loro politiche oligarchiche. Se la sinistra non fa la sinistra e la destra non fa la destra, non si capisce più niente e alla fine vince chi fa credere di essere più vicino alla pancia della gente. Non si può pensare di vincere le elezioni portando in passerella tre cantanti pieni di brillantini l’ultimo giorno della campagna elettorale. E’ quasi offensivo per chi sta andando alle urne. Votate per me perché ve lo dicono loro? Ma siamo pazzi?

Ma veniamo ai mercati. Con la vittoria di Trump ci sarà un maremoto. E’ già in atto. Le onde alte e di risucchio continueranno per altri giorni, forse per settimane. Poi però si fermeranno, proprio come è accaduto per la Brexit, e il mare in tempesta tornerà calmo. Accade sempre così. E magari i gestori vi diranno che è una buona occasione per comprare perché i mercati “si sono ripuliti”, perché alla fine ha ragione Obama “Il sole sorgerà ancora”. D’altra parte Trump ha vinto ma non ha dalla sua il Partito repubblicano che è maggioranza nelle due camere (sì, gli americani ne hanno due) e farà da contrappeso alle iniziative più eventualmente strampalate di Donald. E’ vero, Trump e gli elefantini dovranno trovare un accordo di governo ma i voti al Congresso e al Senato ce li hanno loro e state tranquilli li useranno per far prevalere il buonsenso. Le poltrone, almeno in America, si difendono e si conquistano nei collegi elettorali non compiacendo il leader  di turno.  E poi i repubblicani hanno governato gli Stati Uniti sicuramente più a lungo dei democratici e l’America è sempre lì a vedere ogni mattino sorgere il sole.

Piuttosto, se avete voglia di preoccuparvi, guardate alla Fed. E’ possibile, anzi molto probabile, che i tassi americani, dopo anni di politica espansiva, risalgano. Allora se è vera la vecchia regola che tassi in rialzo significano borse in ribasso, potrebbe essere questo un motivo di mercati meno brillanti nel medio periodo. Ma questa, come direbbe Lucarelli, è un’altra storia. La storia quotidiana dei mercati con o senza Donald Trump.

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