Ue: le nuove regole che faranno deragliare il sistema finanziario

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di Marco Barlassina 15 Novembre 2016 | 08:29

da www.sofiaconfidential.it

I principali media si sono concentrati quasi esclusivamente sulle elezioni americane nelle ultime settimane, perdendo di vista una novità fondamentale sul fronte bancario in Europa, scrive Secular Investor.

Pochi infatti sanno che gli istituti di credito dovranno fare i conti con un nuovo principio contabile a partire dal 1 ° gennaio 2018, e che già adesso, 13,5 mesi prima della data di scadenza, sta facendo suonare il campanello d’allarme.

Secondo le nuove regole, le banche dovranno iscrivere a bilancio una riserva speciale nel momento in cui viene effettuato un prestito, rispetto al sistema attuale, che chiede solamente agli istituti di svalutare gli asset se i pagamenti non sono effettuati in modo regolare.

Il risultato è, ovviamente, un impatto negativo sui coefficienti patrimoniali, che secondo l’EBA vedranno un calo di circa 75 punti base per l’80% degli istituti presi in esame.

Le difficoltà non saranno limitate alle banche commerciali e pubbliche. Il programma di acquisto di asset della Bce è attualmente in corso e sta mettendo a dura prova i bilanci delle banche nazionali (da cui provengono gli asset acquistati).

La Bundesbank tedesca ha visto la posizione relativa ai ‘titoli detenuti per scopi monetari’ aumentare da 50,2 mld a 172,3 miliardi di euro. Il bilancio totale della banca centrale tedesca è salito del 31% in un anno, a 1,01 trilioni di dollari. Questo incremento di 240 mld rappresenta un aumento di 3.000 euro per ogni cittadino tedesco e vicino a 5.000 euro per lavoratore.

Non è tutto. Il programma di acquisto di asset è proseguito nel 2016, e si stima che la Bundesbank ha dovuto acquistare ulteriore 110-140 mld euro di “titoli per finalità monetarie”, costretta dalla Banca centrale europea, per una posizione complessiva in bilancio di circa 300 miliardi di euro, vale a dire l’11% del Pil nazionale.

Le banche centrali sembrano tuttavia rendersi conto dei rischi associati a questo programma di acquisto di asset forzato. La Banca Nazionale del Belgio ha addirittura ritenuto necessario modificare la propria politica dei dividendi.

Ancor più significativo è il fatto che un istituto centrale parli apertamente di “rischi quantificabili per il sistema finanziario associati alla politica monetaria non convenzionale” nel momento in cui i tassi di interesse dovessero aumentare nuovamente.

Il sistema finanziario europeo è scosso e l’Ue non può permettersi tassi di interesse più elevati perché il rialzo potrebbe far crollare i bilanci delle banche centrali che fanno parte dell’Euro-sistema.

Il fatto che il monito sia stato lanciato da un istituto centrale locale non aiuta certo a placare i timori, conclude Secular Investor.

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