Il Job act esportato al Sud? Peccato che non si possa fare…

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di Gianluca Baldini 17 Novembre 2016 | 08:28

Cosa non si fa per un voto al referendum. Dall’hackeraggio dei siti concorrenti come è successo a quello di “Basta un Sì”, alle promesse che ricordano l’Italia di Achille Lauro che offriva una scarpa prima del voto e l’altra solo dopo aver messo la scheda nell’urna per il suo partito. Così Matteo Renzi ha annunciato che per tutto il 2017 i nuovi assunti nel Sud Italia da 15 a 24 anni di età potranno usufruire degli sgravi fiscali totali come  successo per tutto il paese nel 2015 con Job act. Bene. Applausi a scena aperta.  Peccato che l’Unione Europea consideri operazioni di questo genere rivolte a singole zone del territorio nazionale come aiuti di Stato e quindi destinate a essere inesorabilmente bocciate con il rischio per le aziende che avranno usufruito dello sconto fiscale di dover restituire i soldi. Ma l’eventuale bocciatura avverrà sicuramente dopo il 4 dicembre. Quindi pazienza. La colpa sarà dell’Europa e i voti in saccoccia.

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