Il comparatore di voli Skyscanner diventa cinese

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di Federico Morgantini 25 Novembre 2016 | 09:38

Ctrip è la più grande agenzia turistica online in Cina, dove ha definitivamente affermato il proprio primato all’inizio del 2015 con l’acquisizione del concorrente Qunar dal gruppo Baidu.

Fondata nel 1999, e quotata al NASDAQ dal 2003, Ctrip nel 2015 ha avuto un fatturato netto di 10,9 miliardi di Renminbi (1,7 miliardi di dollari) con un incredibile margine operativo lordo del 72%, in crescita del 48% sull’anno precedente.

Nel terzo trimestre 2016 il fatturato netto è stato di 5,6 miliardi di RMB (820 milioni di dollari) in crescita del 75% sullo stesso periodo 2015.

Grazie a questi risultati e alla cassa che ne consegue, il gruppo ha deciso di uscire dai confini della Cina per diventare un gigante internazionale, e naturalmente lo ha fatto con acquisizioni, spesso in contanti.

A gennaio 2016 Ctrip ha investito 180 milioni di dollari in MakeMyTrip, la più grande agenzia di viaggi online indiana.

Ancora più recenti gli investimenti in due operatori americani, Ctour Holiday e L&L Travel, entrambi gestiti da cinoamericani.

Infine, giovedì 24 novembre, è stato annunciato il colpo grosso: l’acquisizione del controllo di Skyscanner.

Basato in Scozia, il comparatore di voli, hotel e altre offerte turistiche ha oltre 700 milioni di utenti l’anno e un giro d’affari di 150 milioni di dollari.

In precedenza l’azienda aveva valutato la quotazione in borsa, ma poi è arrivato l’accordo con Ctrip, che sarà perfezionato entro la fine del 2016.

Si parla di 1,4 miliardi di sterline (1,74 miliardi di dollari) prevalentemente in contanti.

Secondo il The Telegraph, 500 milioni di sterline andranno a Scottish Equity Partners, il fondo che nel 2007 entrò in Skyscanner con un investimento di soli 9 milioni di sterline.

Il resto andrà ai tre fondatori.

Ma da dove arriva il successo di Ctrip tanto da permetterle acquisizione in tutto il mondo per miliardi di dollari?

Ancora una volta la chiave di tutto è la sterminata popolazione cinese, che si somma all’economia interna del Paese sempre più vivace e alla voglia dei cinesi di viaggiare all’estero e scoprire il mondo, prima inaccessibile.

I dati della China National Tourism Administration riportano oltre 120 milioni di cinesi che nel 2015 hanno viaggiato all’estero. Come se due volte tutta l’Italia (compresi vecchi e bambini) viaggiasse per il mondo, un esodo biblico che ogni anno si ripete e cresce.

E pensare che uesta moltitudine genera a Ctrip solo il 30% del fatturato dell’emissione di biglietti aerei, l’altro 70% è fatto da voli di lavoro o piacere interni alla Cina.

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