Le 10 startup italiane più ricche

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di Daniel Settembre 16 Dicembre 2016 | 09:45

Quali sono le startup italiane che hanno raggiunto i più alti investimenti nel corso del 2016? Le ha identificate la ricerca dell’Osservatorio startup hi-tech del Politecnico di Milano. Ecco la lista con il valore complessivo del funding ottenuto espresso in euro:

1. Moneyfarm, 23 milioni
MoneyFarm è una delle principali realtà del panorama fintech italiano (robo-advisory). Dopo l’aumento di capitale da 16 milioni di euro di inizio anno, sottoscritto dal fondo inglese Cabot Square Capital e da United Ventures, un investimento record per il fintech italiano, più di recente ha raccolto altro capitale messo a disposizione da Allianz, colosso mondiale delle assicurazioni.

2. NousCom, 12 milioni
NousCom società startup biotech italiana ha annunciato lo scorso maggio la chiusura di un round d’investimento da 12 milioni di euro, realizzato da LSP e Versant Ventures, entrambi fondi d’investimento attivi nel biotech e scienze della vita.

3. TalentGarden, 12 milioni
Talent Garden è il più grande coworking d’Europa per numero di sedi: da Brescia, dove è nato cinque anni fa, ‎è arrivato oggi a 17 campus in 5 Paesi europei, con più 1500 professionisti del digitale che lavorano nei suoi spazi. Proprio in questo mese di novembre ha annunciato un aumento di capitale da 12 milioni di euro, al quale hanno partecipato tra gli altri 500 Startups e Reid Hoffman founder di LinkedIn.

4. Movendo Technology, 10 milioni
Movendo Technology, è la startup sulla quale Sergio Dompé, presidente della Dompé farmaceutici, ha investito 10milioni di euro. È la prima impresa che nasce all’interno dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, dalla ricerca sulla robotica e ha realizzato la piattaforma Hunova, destinata alla riabilitazione e alla valutazione funzionale di arti inferiori e tronco, che sarà prodotta e commercializzata dal primo semestre del 2017.

5. Mosaicoon, 8,9 milioni
Mosaicoon, società “made in Sicily with love” ha realizzato una piattaforma collaborativa per la realizzazione di campagne video online, ha chiuso l’ultimo round con un gruppo di imprenditori e di family office lo scorso maggio. Mosaicoon ha ricevuto un primo seed nel 2010 da parte di Vertis Venture, e nel 2012 lo stesso fondo, insieme ad Atlante Ventures Mezzogiorno, fondo del gruppo Intesa Sanpaolo, aveva nuovamente finanziato la società con un round A da 2,4 milioni di euro, accelerando la prima fase di sviluppo.

6. Musement, 8,7 milioni
Musement è una delle principali startup italiane del turismo e ha annunciato la chiusura di un nuovo round da 8,7 milioni di euro nelle scorse settimane. Fornisce una piattaforma per prenotare esperienze di viaggio in tutto il mondo. Oggi Musement è un servizio disponibile in 450 città su 55 Paesi nel mondo.

7. Rigenerand, 8,7 milioni
Rigenerand, startup healthcare,  ha ricevuto un finanziamento di 8,7 milioni di euro da Principia SGR, attraverso il fondo Principia III. Sta sviluppando una terapia basata su cellule staminali mesenchimali geneticamente modificate per il trattamento di forme tumorali rare o incurabili, come il cancro del pancreas ed i sarcomi.

8. Credimi (ex InstaPartners), 8 milioni
In principio era InstaPartners, poi ha cambiato nome in Credimi. La startup fintech, che si occupa di digital lending per le Pmi, ha ricevuto l’autorizzazione di Banca d’Italia all’esercizio dell’attività di concessione dei finanziamenti al pubblico. La società milanese ha chiuso un aumento di capitale da 8 milioni di euro lo scorso febbraio. La società, creata nel 2015, mira a offrire alle piccole e medie imprese prodotti di finanziamento alternativi in cui sono gli imprenditori stessi a prestare denaro ad altri imprenditori.

9. Silk Biomaterials, 7,5 milioni
Principia III – Health è l’investitore dallo scorso aprile di Silk Biomaterials. La startup biotech sta sviluppando medicina rigenerativa di origine completamente biologica utilizzando specificamente la seta.

10. BemyEye, 6,5 milioni
Il round di finanziamento che BeMyEye annunciato lo scorso maggio vede investitori come Nauta Capital, P101 e 360 Capital Partners. La società ha sviluppato in modo efficace il mobile crowdsourcing generando valore sia per le aziende che utilizzano i suoi servizi, sia per le persone che collaborano con l’azienda in modalità on-demand e che saranno, a seguito dell’acquisizione, oltre 250mila.

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