Brexit: dopo il no della Corte GB, occhi puntati sull’incontro Trump-May

A
A
A
di Raffaello Mascetti 25 Gennaio 2017 | 08:30

La Corte Suprema di Londra ha stabilito che per poter dare formalmente avvio alla procedura di uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea sarà necessario passare dal voto del Parlamento.

Il premier britannico Theresa May non potrà quindi invocare l’articolo 50 del Trattato di Lisbona prima del via libera di Westminster.

Già lo scorso novembre l’Alta Corte di Londra aveva concluso che l’esecutivo necessitava dell’approvazione del Parlamento per poter iniziare il conto alla rovescia di due anni alla Brexit. Il governo britannico aveva così deciso di presentare ricorso contro la sentenza presso la Corte Suprema.

Il ministro britannico per la Brexit, David Davis, intervenuto a Westminster in seguito alla decisione dei giudici supremi del Regno Unito, ha fatto sapere che Londra “introdurrà a giorni un disegno di legge che dia al governo il potere legale di attivare l’articolo 50″.

“Sarà il disegno di legge più semplice possibile per dare attuazione alla decisione del popolo e rispettare la sentenza della Corte Suprema”. E verrà presentato probabilmente già domani, giovedì 26 gennaio.

Il quotidiano britannico Independent ha riportato alcuni commenti a caldo degli analisti.

Secondo Geoffrey Yu, responsabile dell’ufficio investimenti britannico di UBS Wealth Management, “anche se qualcuno tra coloro che continuano a sperare in un rinvio della Brexit si starà rallegrando, la decisione di oggi implica al massimo un ritardo marginale”.

“Il senso prolungato di incertezza non significa che la Brexit non ci sarà, e ci aspettiamo che l’articolo 50 sarà attivato comunque a marzo”, ha aggiunto Yu.

Gli strategist di HSBC evidenziano che la decisione della Corte Suprema “era l’esito più probabile” e che il governo era quasi sicuramente “preparato a questo”.

Per David Meier, economista di Julius Baer, l’approvazione di un disegno di legge dovrebbe essere una formalità e non costringere Theresa May a rivedere il piano di un’”hard Brexit”, quindi difficilmente avrà un enorme impatto sui mercati.

Il primo ministro “non avrebbe proposto un’hard Brexit se avesse avuto dei dubbi sul sostegno del proprio partito”, spiega Meier.

Come scrive l’Independent, il Ftse 100, dove sono quotati grandi colossi delle esportazioni che tendono a salire quando la sterlina si indebolisce, ha registrato un lieve rialzo in seguito alla sentenza.

La forte volatilità della sterlina si protrae ormai da mesi e secondo gli esperti l’incontro di venerdì tra Theresa May e Donald Trump a Washington potrebbe muovere ulteriormente i mercati valutari e azionari.

L’attenzione si concentrerà inoltre sulle prospettive di un nuovo accordo commerciale tra il Regno Unito e gli Stati Uniti.

FONTE: Ufficio studi Sofia Sgr

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Mercati, Forex: Sterlina in crisi e non solo per colpa della Brexit

Brexit, continuano le incertezze nonostante l’accordo

Mirabaud AM: il 2021 potrebbe essere un anno brillante per le banche britanniche

NEWSLETTER
Iscriviti
X