Evviva, abolito il roaming in Europa. Però le tariffe telefoniche in Italia…

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di Lukas Frese 2 Febbraio 2017 | 08:45

Una svolta epocale o un’altra trappola per i consumatori? Bella domanda. L’unica certezza è che a partire da metà giugno il roaming sarà abolito per i consumatori europei.  Parlamento, Consiglio e Commissione hanno raggiunto un accordo sui prezzi all’ingrosso che gli operatori si applicano tra di loro sui dati che vengono scambiati.  In sostanza da metà giugno, non dovrebbero più esserci costi extra per chi chiama da fuori Italia. Telefonare a Roma da Parigi dovrà costare come se la chiamata partisse da Milano.

Il taglio delle tariffe all’ingrosso (il 90% più basse delle attuali), consentirà agli operatori di fornire servizio di roaming ai loro clienti senza aumentare i costi delle telefonate nazionali.

In base all’accordo, il 15 giugno 2017 il tetto dei prezzi all’ingrosso per i dati (il tabellario per le telefonate voce era già stato fissato in precedenza) scenderà dall’attuale 50 euro a Gigabyte a 7,7/GB, e poi proseguirà a scendere in diverse fasi: dal 1 gennaio 2018 il tetto sarà 6 euro a Giga, dal 1 gennaio 2019 4,5/GB, dal 1 gennaio 2020 3,5/GB, dal 1 gennaio 2021 3/GB e dal 1 gennaio 2022 2,5/GB. È un tetto significativamente più basso di quello inizialmente proposto dalla Commissione (8,5/GB).

Secondo alcuni analisti però queste soglie porteranno a un aumento delle tariffe mobili e, allo stesso tempo, spingeranno gli operatori più piccoli a uscire dal mercato, a discapito della concorrenza e quindi, ancora una volta, dei prezzi anche perché le tariffe domestiche più basse ora potrebbero essere aumentate.

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