Lo Stato dovrà entrare anche nelle banche venete per evitare il bail in

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di Maria Paulucci 8 Febbraio 2017 | 07:40

Pare che il Fondo Atlante sia pronto a invocare l’intervento dello Stato nel capitale di Veneto Banca e Popolare di Vicenza, che si stanno avviando alla fusione, con “intervento temporaneo in minoranza per permettere di eseguire un piano e dare garanzie alla Bce. Quello che vuole Francoforte è la garanzia che il piano sia totalmente finanziato sin dall’inizio e abbia altissime probabilità di successo. Per questo noi dobbiamo restare azionisti e rimanere al controllo”.

 In sostanza si continua a chiedere di buttare altri miliardi di euro nella fornace di due banche incapaci di stare in piedi con le proprie forze, al punto che addirittura, scrive ilfattoquotidiano.it, potrebbero venire anche meno i presupposti di una ricapitalizzazione precauzionale da parte dello Stato (chi ha visto i conti delle due banche? Quali sono i ratios patrimoniali attuali? Siamo sicuri che sia rispettato il presupposto della continuità aziendale?) e per le due banche si arriverebbe al bail in con un anno di ritardo e molti miliardi in più bruciati dal Fondo Atlante. Forse anche con qualche rimpianto visto che Alessandro Penati, presidente e fondatore del fondo,  ha sostenuto che “con 4 miliardi in più a luglio 2017 avremmo risolto tutte le crisi bancarie – dice – e sarebbe stato molto meno di quanto le banche hanno pagato per Etruria Marche e le altre”.

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