Cosa sta accadendo a Il Sole 24 Ore. E cosa potrà accadere…

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di Maria Paulucci 13 Marzo 2017 | 08:48

Il Sole 24 ore è in piena bufera. Mentre si appresta a varare entro la fine di aprile un aumento di capitale da 100 milioni (e che potrebbe mettere in corsa per il controllo il Gruppo Caltagirone), il suo direttore Roberto Napoletano e gli ex vertici sono sotto il torchio degli inquirenti che stanno portando avanti un’ipotesi investigativa che se confermata sarebbe veramente devastante per l’immagine del giornale confindustriale di tutta Confindustria.

Infatti non è solo su una questione di numero di copie gonfiate che sta indagando la procura. Il fatto è che tra il 2013 e il 2016 la vendita di copie digitali tramite la società inglese Di Source Limited ha portato entrate per 15,5 milioni di euro ma è stata compensata con uscite per 18,5. All’appello mancano 3 milioni. Le indagini vanno avanti e fanno la loro comparsa altre società coinvolte nel “business” delle copie gonfiate Secondo Paolo Colonnello de La Stampa sarebbero la Johnsons Holding Srl e le sue controllate Johnsons Inflight News Italia srl, P Publishing srl, Johnsons International News Italia Srl e la Edifreepress srl. “E’ emerso peraltro – scrivono gli inquirenti – che buona parte delle copie diffuse tramite il canale Edifreepress non perveniva ai destinatari ma fosse destinata direttamente al macero”. L’ amministratore di questa società, Massimiliano Massimi, ha raccontato che “addirittura da fonti interne del Sole 24 Ore gli suggerivano quante copie ordinare in acquisto”. Gli investigatori spiegano che “rispetto a tutte queste società, si siano riscontrati rapporti contrattuali del tutto squilibrati”, accertando come il rapporto di fatturazione attiva e passiva in capo al gruppo del Sole fosse «sempre sistematicamente in perdita per quest’ ultima società”.

Secondo gli inquirenti le false poste scritte negli higlights di bilancio del Sole, sia nella relazione finanziaria semestrale del 2015 sia nel resoconto intermedio di gestione dello stesso anno, sempre entusiastici riguardo l’ andamento delle vendite (“ricavi a doppia cifra”, “vendite in controtendenza”) servivano per “assicurare” al direttore Napoletano, all’ ex Ad Donatella Treu e all’ ex presidente Benito Benedini, nonché a terzi, “un ingiusto profitto”, derivato in parte dagli accordi per gli abbonamenti gonfiati acquistati, con una cresta di 3 milioni di euro, dalla società inglese Source Ltd, “società riconducibile a soggetti che operavano all’ interno del gruppo Sole 24 Ore, anche con posizione dirigenziale apicale” e con un’ attività “radicalmente fittizia”.

I giornalisti de il Sole 24 Ore hanno proclamato uno sciopero ad oltranza finché il direttore Napoletano non lascerà il suo incarico. “E’ inammissibile”, scrive il cdr de Il Sole, “che il giornale della finanza, dell’economia, del diritto possa andare in edicola con la firma di un direttore indagato per un reato assai grave, in ipotesi commesso proprio durante la sua permanenza al Sole 24 Ore”.

Un’ultima domanda: ma perché il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, ha difeso e difende così apertamente il direttore Napoletano quando ogni logica dice che per lui è arrivato il momento di lasciare?

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