Arriva il referendum su voucher e appalti. Ecco in pratica cosa vuol dire votare sì o no

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di Redazione 15 Marzo 2017 | 08:19

Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri il decreto per l’indizione dei referendum popolari relativi alla “abrogazione di disposizioni limitative della responsabilità solidale in materia di appalti” e alla “abrogazione di disposizioni sul lavoro accessorio (voucher)”. Le consultazioni referendarie si svolgeranno domenica 28 maggio 2017 (anche se ancora non si esclude un intervento in extremis attraverso un decreto che limiti l’utilizzo dei voucher).

Di cosa si tratta tradotto nella pratica?

Per quanto riguarda il quesito sui voucher, i promotori della consultazione chiedono che siano eliminati i buoni lavoro utilizzati inizialmente per i lavori occasionali e successivamente estesi a qualsiasi altra attività remunerata, pur nel limite dei 7.000 euro l’anno.
Tale strumento, in caso di vittoria dei SI dovrebbe verosimilmente essere sostituito da strumenti di natura contrattuale che prevedano elementi contributivi e assicurativi, non previsti invece dallo strumento voucher.

Il secondo referendum, quello sugli appalti, chiedendo l’abrogazione di limiti alla responsabilità solidale, introdurrebbe (in caso di vittoria dei SI) di fatto una responsabilità equiparata tra appaltatore e appaltante nei rapporti di lavoro, ossia uguagliare i diritti di chi lavora nell’azienda committente e di chi lavora per l’azienda in subappalto.

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