Se Draghi alza i tassi sarà una pacchia per le banche con l’effetto-molla

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di Raffaello Mascetti 23 Marzo 2017 | 08:30

Da anni, con i tassi vicini allo zero o addirittura negativi le banche italiane (ma anche quelle degli altri paesi) stanno tarando la cinghia perché i loro margini si sono inesorabilmente ridotti. ma il vento potrebbe cambiare se le indiscrezioni che cominciano a girare sul mercato prenderanno forma, ossia che la Bce sia pronta, sulle orme della Fed, ad alzare i tassi d’interesse. Se ciò accadesse sarebbe una vera pacchia per gli istituti di credito. L’eventuale rialzo avrebbe una sorta di effetto-molla. Lo dice  Credit Suisse in un studio dove evidenzia che un rialzo del tasso sui depositi pari a 40 punti base (cioè dall’attuale livello di -0,4% a zero) si tradurrebbe per le banche europee in maggiori profitti pari al 3%. Un rialzo di 1 punto percentuale pieno comporterebbe in media un miglioramento degli utili Eps (earnings per share) del 9%.

Secondo Credit Suisse L’impatto varierebbe a seconda degli istituti. Fra le banche italiane il broker prende in considerazione la sola Intesa Sanpaolo (giudizio Overperform e target price a 2,90 euro) stimando che a fronte di un rialzo del tasso pari all’1%, l’istituto di Cà de Sass spunterebbe il 20% di utili in più. “Gli investitori discutono il tapering”, cioè la riduzione degli acquisti di bond da parte della Bce. Tuttavia “alzare il tasso sui depositi sarebbe più positivo per le banche”, scrivono gli analisti del Credit Suisse, ricordando come il mercato attualmente sconti solo una probabilità del 32% di un rialzo di 20 punti base entro la fine del 2018.

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