Paese che vai…fisco che trovi

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di Redazione 21 Agosto 2017 | 08:19

Nonostante la pressione fiscale a livello locale si stia attenuando, persistono ancora forti squilibri territoriali. Per valutare l’entità del prelievo fiscale, Bankitalia ha simulato l’applicazione dei principali tributi sulle famiglie residenti nei Comuni capoluogo di provincia: due genitori lavoratori dipendenti, due figli minorenni a carico, un reddito imponibile complessivo di 44.080 euro, una casa di proprietà di 100 metri quadri e un’automobile utilitaria (Fiat Punto).

La comparazione dei dati elaborati da Il Sole 24 Ore permette di osservare come i divari non si limitino a ricalcare una semplicistica cesura tra Nord e Centro o Sud del Paese. Certo, importanti discrepanze si possono rilevare, ad esempio, tra il Friuli Venezia Giulia e il Lazio (1.271 contro 1.892 euro); ma è anche vero che – tra tasse su reddito, consumi, abitazione, servizi e auto – in Piemonte la nostra famiglia tipo ha dovuto versare 1.800 euro (+7% rispetto alla media), mentre in Basilicata solo 1.451 euro (-13,8%).

Sui gradini più bassi (e graditi) della pressione fiscale locale si ritrovano quindi – e forse non a caso – due Regioni a statuto speciale: la Valle d’Aosta e il Friuli Venezia Giulia, dove il prelievo grava rispettivamente per il 2,6% e il 2,9% del reddito disponibile, e il nucleo familiare paga il 31,1% e il 24,5% in meno del valore medio nazionale. Mentre sui gradini più alti (e sgraditi) stazionano la Campania e il Lazio, dove il prelievo vale il 4,8% e il 4,3% del reddito della famiglia, che lì deve versare il 26,6% e il 12,4% in più della media. A seguire, le Regioni con il maggior prelievo, sono Piemonte, Calabria, Sicilia, Abruzzo, Molise, Emilia-Romagna e Liguria: tutte con una pressione sopra alla media. Al di sotto, si ritrovano invece Puglia, Umbria, Marche, Toscana, Sardegna, Veneto, Basilicata e Lombardia.

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