Sorpresa: anche ai Millennial piace il mattone

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di Redazione 15 Settembre 2017 | 08:15

I Millennial sembrano essere allergici a tutto ciò che è stabile e definitivo. Un atteggiamento che indubbiamente distingue i giovani di oggi dalle generazioni precedenti e che viene spesso considerato una loro caratteristica intrinseca – influenzata certo dall’instabilità, ma sintomatica di un cambiamento di mentalità più che di condizioni lavorative ed economiche precarie. Un elemento che può aiutarci a comprendere meglio quanto ci sia di vero in questo luogo comune è il tema della casa di proprietà: simbolo di stabilità per eccellenza, sembra non interessare affatto ai Millennial che preferiscono non avere vincoli. Ma è davvero così? Uniplaces, il brand leader nel settore degli affitti per studenti universitari, ha intervistato oltre 2500 studenti universitari per fare luce sulla questione.

In affitto per sentirsi liberi
Poco più della metà dei giovani italiani intervistati vive in affitto (il 43% lo fa in una casa privata, mentre il 10% in una residenza universitaria). Il motivo principale per cui si sceglie di farlo è la libertà di spostarsi offerta dall’essere in affitto: lo dichiara il 68% degli intervistati, confermando che la flessibilità è un elemento di primaria importanza per i Millennial. Per una generazione abituata a viaggiare e pronta a trasferirsi in un’altra città per cogliere potenziali opportunità lavorative, l’affitto è indubbiamente la soluzione più pratica. Il 35% evidenzia poi che vivere in affitto consente a un giovane di abitare in zone centrali della città che sarebbero altrimenti inavvicinabili. Per gli studenti, uno dei vantaggi della vita in affitto è anche la possibilità di condividere l’esperienza con altre persone: il 78% dichiara infatti di essere felice di avere tre o più coinquilini. Per quanto riguarda i costi, il 46% degli intervistati afferma di essere disposto a spendere tra i 200 e i 300 euro per una stanza in appartamento condiviso, mentre il 29% si spinge fino a 400 euro; il 14% è pronto a spendere anche di più. I dati sembrano quindi confermare l’idea secondo cui i Millennial guardano soprattutto a praticità, flessibilità ed esperienze condivise; ma che succede se prendiamo in considerazione anche la dimensione temporale?

Domani è un altro giorno
Se chiediamo ai giovani quali sono le loro intenzioni per il futuro, lo scenario cambia drasticamente. L’affitto in condivisione, visto come la scelta perfetta per studenti e giovani lavoratori, non è considerato una soluzione a lungo termine: il 79% degli intervistati prevede infatti di trovare una sistemazione diversa entro i 30 anni. Raggiunta quell’età, anche i Millennial ambiscono a trovare una maggiore stabilità; il che si traduce nel desiderio di comprare casa. Il verdetto è chiarissimo: solo il 4% dichiara di non essere interessato ad avere una casa di proprietà. Per gli altri, l’unica variabile è quando si aspettano di potersela permettere. Il 17% spera di riuscirci entro i 30 anni, mentre il 47% crede di poterlo fare tra i 31 e i 35 anni d’età. Secondo il 31% dei giovani intervistati, il momento dell’acquisto non arriverà prima dei 36 anni. Il motivo principale per cui i giovani vogliono comprare casa è, secondo il 61% degli intervistati, raggiungere stabilità e sicurezza per il futuro; un desiderio che rivela priorità e speranze non diverse da quelle delle generazioni precedenti, anche se oggi i giovani hanno la consapevolezza che occorrerà più tempo che in passato per trovare il proprio equilibrio.

C’è anche il desiderio di avere uno spazio personale, da poter modellare secondo i propri gusti, come affermato da 47 intervistati su 100. Non mancano valutazioni di carattere economico: i Millennial considerano il mattone un buon investimento per i propri risparmi (32%) e sono convinti che, nel lungo periodo, comprare casa si rivelerà più economico che affittare (32%). La stragrande maggioranza degli intervistati punta a finanziare l’acquisto con un mutuo (79%): il 16% si aspetta di poterlo estinguere in meno di 10 anni e il 25% pensa che ne serviranno fino a 15, mentre il 21% fissa il proprio orizzonte temporale a 20 anni. Il 32% crede invece che occorrerà ancora più tempo. Il canone mensile che i giovani si aspettano di dover pagare per il mutuo va dai 300 ai 400 euro secondo il 25% degli intervistati, mentre un altro 25% alza la stima a 500 euro. Il 31% prevede invece che la cifra sarà più alta.

“Spesso si tende a credere che i ragazzi di oggi abbiano priorità totalmente diverse rispetto al passato, che siano concentrati sul presente e non si preoccupino a sufficienza di costruirsi un futuro stabile e solido. In realtà non è affatto così: come si può pensare che la generazione più istruita di sempre sia anche la più sprovveduta?” commenta Giampiero Marinò, Country Manager di Uniplaces per l’Italia. “Il fatto è che i Millennial non si fanno troppe illusioni: sanno che ci vorrà tempo per trovare un buon impiego e raggiungere la sicurezza economica. Però sono determinati a riuscirci, e l’intenzione pressoché universale a comprare casa è un forte segnale in questo senso. Certo è che un percorso tanto lungo deve per lo meno essere piacevole e stimolante: da qui la voglia di sfruttare al meglio gli anni dell’università e dell’ingresso del mondo nel lavoro, godendosi la libertà di spostarsi il più possibile e condividendo le proprie esperienze con coinquilini che, spesso e volentieri, diventano una seconda famiglia”.

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