Calcio e finanza: chi sarà proprietario del Milan tra un anno?

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di Luca Spoldi 8 Marzo 2018 | 08:12

Che fine farà l’AC Milan?

Mentre in campionato la squadra prova a recuperare posizioni in classifica, nei salotti della finanza si discute sul futuro dell’AC Milan in termini di proprietà: a ottobre scade infatti il prestito da 303 milioni di euro del fondo hedge Elliott Management alla società di Yonghong Li, di cui 180 milioni girati a Rossoneri Sport Investment Lux, controllante lussemburghese che sul prestito paga un interesse dell’11,5% annuo (avendo inoltre dato in pegno le azioni dell’AC Milan) e 123 direttamente all’AC Milan tramite la sottoscrizione, attraverso il veicolo finanziario Highbridge di due bond quotati sul listino di Vienna e sul quale la società paga un interesse del 7,7%.

Li chiama Bofa Merrill Lynch

Già a gennaio Li avrebbe dato mandato a Bank of America Merrill Lynch di organizzare l’emissione di una cartolarizzazione garantita dai futuri diritti tv (come fatto già da Inter e AS Roma con Goldman Sachs) da 300 milioni entro ottobre, così da poter rimborsare regolarmente i bond dell’AC Milan, oltre a cercare un nuovo finanziatore per il debito di Rossoneri Sport. Li da parte sua non sembra poter iniettare ulteriore liquidità, anche per la direttiva arrivata da Pechino di dare una “stretta” agli investimenti esteri in settori non strettamente strategici.

Singer al momento pensa a Telecom Italia

Il fondo Elliott Management fa capo a Paul Singer, finanziere vicino ai Repubblicani statunitensi che in Italia è finito all’onore delle cronache prima entrando nel capitale di Ansaldo Sts col 25,665% ed attaccando Hitachi accusata di aver siglato un presunto patto collusivo con Leonardo che le vendette il 60% di Ansaldo Sts e il 100% di Ansaldo Breda (operazione secondo Singer “strutturata per travasare valore da Ansaldo Sts ad Ansaldo Breda a discapito degli azionisti di minoranza di Ansaldo Sts”), poi col rastrellamento, che sarebbe ancora in corso, di titoli Telecom Italia, in questo caso con l’intenzione di salire sino al 6% per poter chiedere l’ingresso in Cda di un suo rappresentante e incidere sulla gestione, chiedendo una maggiore valorizzazione delle attività brasiliane.

Singer tifa Arsenal, ma potrebbe rilevare il Milan

Singer è considerato un grande appassionato della squadra di calcio inglese dell’Arsenal, ma in caso di difficoltà di Li (che da parte sua potrebbe aprire le porte ad un “azionariato diffuso” del club rossonero con la cessione di pacchetti azionari per una percentuale complessiva del 25%-30% a una decina o più di imprenditori e fondi d’investimento interessati) o di mancato accordo sul rifinanziamento del debito di Rossoneri Sport (ad esempio attraverso un nuovo finanziamento mezzanino) potrebbe escutere il pegno sulle azioni dell’AC Milan, fornire la liquidità necessaria fare mercato (una cinquantina di milioni almeno) e veder crescere il valore della società, per poi rivenderla l’anno successivo per non meno di 400 milioni di euro. Finirà così?

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