Softbank stringe legami con Arabia Saudita, punta sul fotovoltaico

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di Luca Spoldi 28 Marzo 2018 | 12:43

Arabia Saudita e Softbank puntano sul solare

L’Arabia Saudita continua nella sua strategia per affrancarsi per tempo dal petrolio: il principe sautida Mohammed Bin Salman ha siglato un memorandum d’intesa con Masayoshi Son, fondatore e azionista di controllo di Softbank, per dare il via ad un progetto da 200 milioni di dollari il cui sviluppo potrebbe portare a realizzare il più grande impianto solare al mondo.

Rihad ha avviato i primi progetti nelle rinnovabili

Nonostante l’Arabia Saudita da anni stia sostenendo l’importanza di puntare su energie rinnovabili, solo in tempi recenti ha avviato progetti di sviluppo di impianti solari, avendo aperto lo scorso anno la gara per la realizzazione di un primo impianto da 300 megawatt. Una briciola rispetto alla potenza prevista dal nuovo impianto.

Dimensioni colossali sotto tutti i profili

Il progetto sostenuto da Softbank promette infatti di realizzare in pieno deserto arabico un impianto da 200 gigawatt, circa 100 volte la potenza dei maggiori impianti attualmente in fase di sviluppo (l’australiano Bulli Creek e il greco Helios, entrambi da 2 gigawatt). Una volta completato l’impianto potrà fornire da solo circa il 30% dell’energia generata lo scorso anno da tutto il settore fotovoltaico mondiale.

Costo totale: 1 miliardo di dollari per gigawatt

Una volta completato l’impianto triplicherà inoltre la capacità di generazione elettrica di Rihad, attualmente pari a 77 gigawatt, due terzi dei quali prodotti da impianti a gas naturale e un terzo da impianti ad olio combustibile. L’impianto dovrebbe raggiungere il massimo della sua capacità entro il 2030, potrebbe arrivare a costare nel complesso sino a un miliardo di dollari per gigawatt e consentirà un risparmio sui costi dell’energia stimato in 40 miliardi di dollari, arrivando a generare sino a 100 mila posti di lavoro.

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