Istat, nuove conferme del rallentamento in atto della crescita italiana

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di Luca Spoldi 31 Ottobre 2018 | 15:14

Crescita italiana in rallentamento

Nuove conferme del rallentamento in corso della crescita italiana, dopo che ieri la stima preliminare del Pil del III trimestre dell’Istat ha segnalato una variazione nulla del Prodotto interno lordo italiano nel periodo che ha portato all’1% la crescita acquisita per il 2018. Stamane, infatti, sempre l’Istat ha diffuso sia il dato dell’inflazione di ottobre sia della disoccupazione a settembre.

Inflazione resta moderata

Quanto ai prezzi al consumo, l’Istat ha segnalato una variazione nulla su base mensile dell’indice Nic al lordo dei tabacchi, ovvero dell’1,6% su base annua (dall’1,4% di settembre), con una lieve ripresa dovuta in particolare ad un’accelerazione dei prezzi energetici regolamentati (da +5,6% di settembre a +9,3%) e dei prezzi dei servizi vari (da +0,5% a +2,3%). L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, passa così da +0,7% a +0,8%, quella al netto dei soli beni energetici rimane stabile a +0,9%.

Disoccupazione risale in settembre

Quanto alla disoccupazione, dopo l’incremento di agosto la stima degli occupati a settembre 2018 torna a calare leggermente (-0,1% su base mensile, pari a -34 mila unità), con un tasso di occupazione che scende al 58,8% (-0,1 punti percentuali). L’aumento della disoccupazione si distribuisce su entrambe le componenti di genere e tutte le classi di età. Il tasso di disoccupazione generale sale al 10,1% (+0,3 punti percentuali su base mensile), quello giovanile aumenta lievemente al 31,6% (+0,2 punti).

Più occupati uomini e anziani, meno donne e giovani

L’andamento discontinuo dell’occupazione negli ultimi mesi determina nel terzo trimestre una sostanziale stabilità rispetto al trimestre precedente, con un aumento tra gli uomini e un calo tra le donne a fronte di una diminuzione degli occupati tra i 15 e i 49 anni che si contrappone ad un aumento tra gli ultracinquantenni. Nel trimestre crescono i lavoratori a termine (+3,2%, +98 mila), mentre calano sia i dipendenti permanenti (-85 mila) sia gli indipendenti (-23 mila).

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