Huawei: arresto eccellente può riaccendere guerra commerciale Usa-Cina

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di Luca Spoldi 6 Dicembre 2018 | 11:19

Arrestata la figlia del fondatore di Huawei

Un arresto “eccellente” rischia di porre anzitempo fine alla tregua appena raggiunta tra Stati Uniti e Cina in materia di rapporti commerciali. Sabrina Meng Wanzhou, 41 anni, figlia del fondatore e Ceo di Huawei Technologies, Ren Zhengfei, oltre che direttore finanziario del colosso cinese della telefonia mobile, è stata infatti arrestata in Canada su mandato di cattura americano che sarebbe stato motivato, ma la notizia non è ancora confermata ufficialmente, da una presunta violazione dell’embargo nei confronti dell’Iran da parte di Huawei stessa.

Gli Usa accusano: violato embargo verso Iran

Dopo la notizia del suo arresto il governo di Pechino ha immediatamente protestato esigendo la liberazione. L’udienza sulla convalida del fermo è fissata per domani, venerdì 7 dicembre, a Vancouver. Secondo indiscrezioni rilanciate già mesi fa dal Wall Street Journal gli Usa sospettano che Huawei abbia fornito tecnologia a Teheran violando così l’embargo americano. Per lo stesso motivo un’altra società cinese, Zte, venne condannata a pagare una maxi penale di 1,2 miliardi di dollari.

Usa fanno lobbying contro reti 5G Huawei

Più in generale Huawei sarebbe sospettata di “operare per minare gli interessi della sicurezza nazionale degli Stati Uniti” come ha dichiarato in queste ore il senatore repubblicano Ben Sasse. Da mesi del resto Washington sta facendo una discreta ma costante azione di lobbying per dissuadere i paesi alleati dall’acquistare tecnologia 5G dal colosso cinese, che pure si è sempre dichiarato estraneo a ogni addebito ricordando di essere una società privata in cui non è presente alcuna partecipazione del governo di Pechino.

Borse in picchiata in Asia e in Europa

Hanno già risentito della notizia le borse asiatiche: stamane Tokyo ha visto il Nikkei225 cedere l’1,91%, Shanghai ha chiuso a -1,68%, Shenzhen a -2,17% e Hong Kong a -2,47%. Il rialzarsi della tensione tra Usa e Cina pesa stamane anche sulle borse europee: Londra perde il 2,09%, Parigi segna -2,16%, Francoforte è in rosso del 2,31%, Madrid dell’1,76%, mentre Piazza Affari vede l’indice Ftse Mib in calo del 2,35%. Il rally di fine anno apparso a portata di mano la scorsa settimana torna così ad allontanarsi.

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