Istituto Bruno Leoni: per il Pil italiano frenata in arrivo

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di Luca Spoldi 25 Febbraio 2020 | 14:29

Istituto Bruno Leoni: coronavirus chiude il Nord

Ora che il coronavirus ha sostanzialmente “chiuso” il Nord Italia, quale sarà il costo economico da pagare? Se lo chiedono gli esperti dell’Istituto Bruno Leoni, secondo cui comunque vada “sarà ingente”. Che a essere colpita dal virus fosse la parte più dinamica e aperta del paese “era per certi versi scontato: proprio perché il maggiore dinamismo dell’economia significa, e richiede, scambi più intensi col resto del mondo”.

Caduta Pil dipenderà dal protrarsi della situazione

Ora misure che riducono la possibilità delle persone di spostarsi e comprare e vendere beni e servizi avranno un effetto sul Pil, il cui impatto sarà determinato dalla loro durata. La caduta del Pil, cioè, dipenderà in larga misura dal protrarsi di questa situazione, oltre che dall’andamento del commercio internazionale. “Potrebbero essere non frazioni (lo 0,2% di cui ha parlato il governatore Visco), ma punti percentuali”. In un Paese che da anni cresce vigorosamente, come la Cina, notano gli esperti, già si prevede un aumento del Pil attorno al 3,5% a fine anno (contro il +6,1% segnato nel 2019).

Per l’Italia recessione pressoché inevitabile

“Che l’Italia della crescita zero entri in territorio negativo, è pressoché inevitabile” per l’istituto Bruno Leoni che prevede che a questo punto “la pressione per sussidi e contributi di vario tipo sarà forte”. Secondo gli esperti tuttavia “non è questo il momento per immaginare nuove spese “straordinarie”, sia perché bisogna concentrarsi sull’emergenza, sia perché tanto più il bilancio sarà a rischio e tanto più lo stato dovrà essere credibile innanzi ai suoi creditori”.

Rinviare gli impegni più gravosi, ambiente compreso?

Per provare a mitigare lo schiaffo del coronavirus, sarebbe dunque opportuno “evitare di emanare nuove regole che tagliano le gambe alle imprese, quale che sia il motivo nobile che le giustifica, incluso l’ambiente” concentrandosi sull’individuazione di strategie “per sospendere e rimandare gli adempimenti più gravosi”, così da “dare ossigeno all’economia, che già sappiamo essere la prima delle vittime del virus”.

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