S&P: per evitare un disastro l’Europa deve fare presto

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di Luca Spoldi 26 Marzo 2020 | 12:49

S&P: Eurolandia e Gran Bretagna rischiano grosso

L’Eurozona e il Regno Unito stanno ormai affrontando la recessione, come ricordano gli analisti di S&P Global Ratings che ora prevedono che il Pil diminuirà del 2% quest’anno a causa delle ricadute economiche della pandemia di coronavirus, comportando una perdita di 420 miliardi di euro in termini di Pil reale nel 2020 rispetto alle previsioni degi esperti formulate lo scorso novembre. Prevediamo un graduale rimbalzo di almeno 3 % nel 2021.

La ripresa richiederà tempo per manifestarsi

La ripresa relativamente rapida che S&P Global Ratings prevede possa iniziare nella seconda metà del 2020 richiederà ancora tempo, poiché le perdite di posti di lavoro e l’incertezza generalizzata rallenteranno il ritorno ai livelli precedenti di consumi, investimenti e commerci. Proprio per aiutare i lavoratori e le aziende a colmare il divario verso la ripresa, le banche centrali e i governi hanno già varato una raffica di pacchetti di politica fiscale e monetaria senza precedenti.

Va evitata ad ogni costo una stretta creditizia

In particolare, per evitare una stretta creditizia le banche centrali hanno iniettato liquidità e ridotto i tassi così da ridurre i costi di rifinanziamento delle banche, oltre ad aver implementato programmi di acquisto di attività (“quantitative easing”) di grandi dimensioni. “Le risposte rapide e coraggiose adottate ora sono la chiave per evitare perdite permanenti del Pil in un secondo momento” concordano gli esperti.

Rimane il rischio di revisioni al ribasso delle stime

Tuttavia rimane il rischio di revisioni al ribasso delle stime, “poiché la pandemia potrebbe durare più a lungo ed essere più diffusa di quanto attualmente prevediamo”. Del resto la maggior parte degli shock multipli per l’economia europea, come lo shock alla domanda, sia interna che esterna, e lo shock alle catene di fornitura, sta avvenendo ora. In più c’è uno shock di fiducia legato al forte inasprimento delle condizioni finanziarie e all’incertezza sulla lunghezza delle misure di isolamento.

Non è più il tempo di riviare le decisioni

Per questo non si può rinviare decisioni e misure chiave (come alcuni temono potrebbe capitare in Eurolandia per la contrarietà dei paesi del Nord al varo degli eurobond o all’utilizzo senza condizioni del Mes, ndr). Per capire i danni potenziali che potrebbero prodursi in caso di ritardi nell’assunzione delle giuste decisioni, gli uomini di S&P Global Ratings sottolineano come “un blocco di quattro mesi potrebbe ridurre il Pil della zona euro fino al 10% quest’anno”.

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