Goldman Sachs AM: come finirà la crisi da coronavirus

A
A
A
di Luca Spoldi 31 Marzo 2020 | 17:18

Goldman Sachs AM: il mondo va verso la recessione

Lo shock economico causato dalla pandemia di coronavirus porterà con molta probabilità l’economia mondiale di nuovo in recessione secondo gli esperti di Goldman Sachs Asset Management, che tuttavia notano come data “la natura senza precedenti dell’attuale shock economico” crei una elevata incertezza su quello che sarà l’andamento dell’economia post-pandemia. “Vi sono indicazioni relativamente ottimistiche per un percorso di crescita a V o anche a U, ma pure indicazioni più pessimistiche che lasciano ipotizzare un andamento ad L” (in cui l’economia non riesce a rimbalzare per diverso tempo dopo aver toccato il fondo, ndr). Il percorso lungo il quale si avvierà la ripresa, secondo gli uomini di Goldman Sachs Asset Management, dipenderà dall’andamento del virus e dall’impatto che l’epidemia produrrà sul versante economico.

Tempi e modi della ripresa dipenderanno da vari fattori

“Se si tratterà solo di un impatto diretto come chiusure di attività, cancellazione di ordini, interruzione delle catene di rifornimento e assenza dal lavoro prevediamo un impatto profondo ma poco duraturo” spiegano gli esperti. Se invece vi fossero anche “interruzioni materiali dei flussi di cassa aziendali, effetti negativi sulla ricchezza e forti cali della fiducia dei consumatori e delle imprese” si potrebbero avere effetti più persistenti sulla crescita, che dipenderanno anche dalla portata dell’allentamento delle politiche fiscali e monetarie. Lo scenario più negativo si avrebbe se la debolezza del mercato del lavoro e dei consumi fosse pronunciata o sostenuta. Se questo scenario fosse accompagnato da condizioni finanziarie più rigide, una recessione negli scambi globali e una riduzione degli investimenti da parte delle imprese, “potrebbe svilupparsi un percorso di crescita a L”.

Nessun precedente nella storia economica recente

La difficoltà nel prevedere quale scenario nel concreto ha le maggiori probabilità di verificarsi dipende, ribadiscono gli esperti di Goldman Sachs Asset Management, dal fatto che “questo shock è unico in termini di natura, ampiezza e velocità con cui ha influenzato il panorama economico e quindi la storia offre poche indicazioni”, anche se lo si confronta con quelli prodotti da altre epidemie come la Sars. Il mercato del lavoro appare un fattore importante da monitorare per determinare la longevità di qualsiasi rallentamento della crescita. Anche gli sviluppi nei consumi delle famiglie saranno fondamentali, in quanto potrebbero generare debolezze pronunciate e impatti economici di seconda e terza sponda.

Andrà stabilito chi dovrà pagare i costi della crisi

Infine, per quanto riguarda i mercati finanziari essi già stanno prezzando una recessione peggiore della media, ma con diversa magnitudo a seconda delle singole asset class. Per tranquillizzarsi i mercati dovranno avere prove del superamento del picco dell’epidemia di coronavirus e dell’efficacia del rilassamento delle politiche monetarie e fiscali nel garantire liquidità e nell’ammortizzare il calo dell’economia. Da un punto di vista macroeconomico, concludono gli uomini di Goldman Sachs Asset Management, occorrerà stabilire “se il settore privato (famiglie e imprese) o i governi debbano sostenere i costi per far fronte alla crisi da coronavirus. Ciò determinerà la velocità del recupero. Dal punto di vista micro, potremmo vedere cambiamenti permanenti nei comportamenti dei consumatori”.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Investimenti, ecco perchè il mercato azionario non teme la variante Delta

Bce, Lagarde: “E’ ancora necessario ‘schermare’ l’economia”

Il 2021 potrebbe essere l’inizio della fine di una crisi senza precedenti

NEWSLETTER
Iscriviti
X