Coronavirus e Pil: quanto fatturano i settori bloccati

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di Luca Spoldi 10 Aprile 2020 | 12:35

Quanto pesano i settori chiusi sul Pil italiano?

A quanto rischia di ammontare il danno che la pandemia di coronavirus produrrà per l’economia italiana? Mentre a Roma si discute se e come riaprire gradualmente l’Italia dando il via alla fase 2, per una serie di settori le prospettive di ripresa restano molto in là da venire, anche se si tratta di settori che danno un apporto importante al Prodotto interno lordo nazionale (Pil).

Cinema e calcio valgono tra 4 e 4,5 miliardi

Tra le attività che non potranno ripartire se non tra alcuni mesi, l’industria cinematografica, forte di oltre 2 mila imprese, fattura oltre 4 miliardi di euro l’anno di cui 600 milioni generati dalle sole sale cinematografiche, da tempo segnalata come “l’anello debole” della filiera subendo da tempo la concorrenza di televisione e servizi di streaming su internet. Numeri simili per il “pianeta calcio”: 4,5 miliardi di euro di fatturato all’anno (di cui 3,4 miliardi per il solo calcio professionistico), a fronte di 1,4 milioni di tesserati alla Figc e 40 mila occupati diretti.

Ristorazione fattura oltre 8 volte le palestre

Il calcio, peraltro, genererebbe secondo la Figc un ulteriore indotto economico stimato pari a 18,1 miliardi di euro. Le palestre, per contro, valgono attorno ai 10 miliardi l’anno di fatturato a fronte di 18 milioni di italiani che praticano sport costantemente nel corso dell’anno. Di molto superiori i numeri della ristorazione: oltre 336 mila imprese (di cui 48 mila rappresentate da bar), con 1,2 milioni di posti di lavoro, che lo scorso anno hanno registrato 86 miliardi di euro di giro d’affari avendo inoltre acquistato 20 miliardi di euro di prodotti agroalimentari, acquisti che ora sono ovviamente azzerati.

Il “peso massimo” è il settore turistico

Cifre simili anche per il settore turistico: la Banca d’Italia stima che il fatturato valga circa il 5% del Pil, dunque oltre gli 88 miliardi di euro all’anno (di cui secondo altre stime circa 42 miliardi legati ai flussi turistici in arrivo dall’estero), grazie a oltre 6.600 luoghi di cultura (parchi, musei, archivi e biblioteche, attrazioni varie), oltre 330 mila strutture alberghiere e oltre 183 mila strutture extra-alberghiere. Inoltre, sempre secondo le statistiche della Banca d’Italia, il settore “pesa” per il 6% in termini di posti di lavoro rispetto al totale nazionale.

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