Fase 2 e scuole chiuse, esplode problema baby-sitter

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di Luca Spoldi 22 Aprile 2020 | 11:40

Fase 2 per azienda ma non per la scuola

Fase 2, abbiamo un (ulteriore) problema. Se come sembra dopo l’intervento del premier Giuseppe Conte in Parlamento, dal prossimo 4 maggio si avvieranno riaperture omogenee su base nazionale, sia pure tenendo conto delle specificità di ciascuna regione, di attività finora chiuse per contrastare l’avanzata dell’epidemia di coronavirus, ma le scuole rimarranno chiuse, molte famiglie italiane dovranno affrontare un’ulteriore difficoltà, conciliare lavoro e cura dei figli.

Più difficile coniugare figli e lavoro

Mentre sinora l’87% delle famiglie italiane con figli piccoli si è organizzata in modo che almeno uno dei due genitori sia sempre presente in casa, ora il 53% delle famiglie si troverà ad avere entrambi i genitori assenti per molte ore per motivi di lavoro. E anche chi potrà continuare a lavorare da casa tramite smart working rischia di veder aumentare le difficoltà nel gestire contemporaneamente i figli e il lavoro, se non dovesse poter contare per l’intera giornata sul coniuge.

Bonus baby-sitter appare insufficiente

Impossibile fare conto sui nonni, anche quando questi abbiano superato indenni l’epidemia di Covid-19. Difficile pure poter ricorrere in massa a baby-sitter, nonostante il governo abbia già messo in campo un bonus baby-sitter di 600 euro, visto che 9 famiglie su 10 tra quelle intervistate su Yoopies ritengono il contributo insufficiente a coprire le spese, calcolando la necessità di avere una baby-sitter per almeno 8 ore al giorno 5 giorni a settimana per i prossimi 4-5 mesi almeno.

Famiglie dovranno tagliare altri consumi

Spese che tra l’altro nel frattempo aumenteranno in ogni caso, stante la necessità di dotarsi di mascherine per poter uscire di casa e in molti casi dovendo utilizzare l’auto privata visto che i trasporti pubblici potrebbero subire ulteriori penalizzazioni a causa delle misure di sicurezza che saranno introdotte. I 600 euro del bonus baby-sitter coprono al momento solo un mese e non sono cumulabili coi congedi parentali straordinari di 15 giorni, peraltro di per sé pochissimi. Come ne usciremo? A quel che ne possiamo vedere finora non benissimo e solo ricorrendo al taglio di altre spese, con inevitabile impatto sui tempi e sulla forza della futura ripresa.

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